Archivio per febbraio, 2007

Fanta-archeologia, pubblicità e incassi

Pubblicato: 28 febbraio 2007 in Cultura
 

GERUSALEMME, martedì, 27 febbraio 2007 (ZENIT.org).- L’annunciata scoperta della tomba di Gesù è un fenomeno “tra fanta-archeologia, pubblicità e incassi”, spiega lo Studium Franciscanum Biblicum di Gerusalemme.

La Facoltà di Scienze Bibliche e Archeologiche ha fornito questo commento dopo che James Cameron, regista del film “Titanic”, ha presentato il documentario “The Lost Tomb of Jesus”, realizzato in collaborazione con Simcha Jacobovici.

Il centro di ricerca, dopo aver riportato in un comunicato il parere di tutti gli archeologi israeliani che si sono pronunciati contro il presunto ritrovamento, conclude: “Attendiamo con ansia di sapere a quando la vendita delle preziosissime reliquie e presso quale casa d’asta newyorkese si terrà”.


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VANGELO DEL GIORNO

Pubblicato: 28 febbraio 2007 in Vangelo del giorno
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 11,29-32

Mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato nessun segno fuorchè il segno di Giona. Poiché come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. La regina del sud sorgerà nel giudizio insieme con gli uomini di questa generazione e li condannerà; perché essa venne dalle estremità della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, ben più di Salomone c’è qui. Quelli di Nìnive sorgeranno nel giudizio insieme con questa generazione e la condanneranno; perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui.
 
SPESSO PER CREDERE, ABBIAMO BISOGNO DI GRANDI CERTEZZE SECONDO I NOSTRI CRITERI, MA CRISTO CI DA ……………NELL’ORDINARIO…….SOLO IL SEGNO DI GIONA, CHE NON è ALTRO CHE L’ANNUNCIO DELLA PAROLA. LA COSA PIù BELLA CHE DIO HA CREATO è LA LIBERTà DELL’UOMO, IL PROBLEMUCCIO è CHE QUESTA LIBERTà è COSì LIBERA DA PERMETTERE ALL’UOMO DI AMARE DIO ALLA MASSIMA POTENZA, MA ALLO STESSO TEMPO DI NEGARNE LA STESSA ESISTENZA. I SEGNI DELLA PRESENZA DI CRISTO NELLA VITA DI UNA PERSONA SONO MOLTEPLICI, LA MAGGIORPARTE SONO DELICATI è SERVE SOSTARE IN SILENZIO PER RICEVERLI, ALCUNI SONO DELLE BASTONATE ED ARRIVANO SCONVOLGENDO LA VITA. OGGI IN UN ERA DI CONDIZIONAMENTI CHE CI BOMBARDANO DA PIù LATI SENZA INTERESSARSI ALLA SALUTE DELLA PERSONA, L’UOMO COME PUò DIRSI LIBERO DI SCEGLIERE? IO PENSO CHE LA LIBERTà PURA NON ESISTA, OGNI SCELTA DELL’UOMO PARTE DA UN CONDIZIONAMENTO PREVIO…..LA LIBERTA MASSIMA PER L’UOMO OGGI è PER ME UNA COSA UN POCO STRANA, PENSO DI POTERLA DESCRIVERE IN QUESTO MODO: LASCIARSI CONDIZIONARE DA UN GERME DI BENE……..PER FAR SI CHE LE NOSTRE SCELTE SIANO INDIRIZZATE A QUELLA PIENEZZA CHE CI RENDE UOMINI LIBERI D’AMARE. (CONCLUDO……..LASCIARSI CONDIZIONARE DA CRISTO CHE CONOSCE LA NOSTRA VITA E DESIDERA LA NOSTRA REALIZZAZZIONE….FORSE PIù DI NOI è FORSE LA MASSIMA BELLEZZA CHE PUò RAGGIUNGERE UNA VITA). ECCO PERCHè BEN PIù DI GIONA C’è QUI.

Clemente d’Alessandria (150-circa 215), teologo
Protrettico ai greci, cap 10 ; SC 2, 152

« Essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, ben più di Giona c’è qui »

Pentiamoci e passiamo dall’ignoranza alla conoscenza, dall’imprudenza alla prudenza, dall’intemperanza alla temperanza, dall’ingiustizia alla giustizia, dall’empietà a Dio… Di molti altri beni è dato di godere a noi, gli amanti della giustizia, che perseguiamo la eterna salvezza, ma di quelli specialmente a cui allude lo stesso Dio, quando per mezzo di Isaia dice: "Vi è un’eredità per quelli che servono il Signore" (54,17). Bella invero ed amabile è questa eredità, costituita non di oro né di argento né di vesti, in cui possono penetrare la tignola e il ladro (Mt 6,19), che non pone gli occhi che sulla terrena ricchezza, ma di quel tesoro della salvezza… Questa eredità ce la trasmette l’eterno testamento di Dio, il quale ci fornisce l’eterno dono; e questo nostro Padre amantissimo, che veramente è nostro padre, non cessa di esortarci, di ammonirci, di emendarci, di amarci. "Divenite giusti, dice il Signore, voi che avete sete, venite all’acqua, e quanti non avete denaro, venite e comprate e bevete senza denaro" (Is 55,1) è al lavacro, alla salvezza, alla illuminazione che egli ci esorta… "I santi del Signore erediteranno la gloria di Dio e la potenza di Lui". Quale specie di gloria, dimmi, o beato? " Quella che occhio non vide né orecchio ascoltò né entrò in cuore di uomo” (1 Cor 2,9)…

Voi avete, o uomini, la divina promessa della grazia, avete udito, d’altra parte, anche la minaccia del castigo, le due cose per mezzo delle quali il Signore salva… Perché indugiamo? Perché non accettiamo il dono? Perché non scegliamo le cose migliori? "Ecco", dice, "di fronte alla vostra faccia ho posto la morte e la vita" (Dt 30,15). Ti tenta il Signore perché scelga la vita. Ti consiglia, come padre…

A chi dirà il Signore: "È vostro il regno dei cieli" (Mt 5,3)? Esso è vostro, solo che vogliate; poiché esso è di coloro che hanno prescelto Dio; di voi, solo che vogliate aver fede e seguire l’accorciatoia della predicazione, a cui obbedendo le genti di Ninive, per mezzo di una sincera penitenza, mutarono in magnifica salvezza l’attesa rovina.


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QUANDO FINISCE IL MALE

Pubblicato: 27 febbraio 2007 in Musica
 
QUANDO FINISCE IL MALE (RENATO ZERO)

Ecco che spunta il male
anche da una carezza può
sprigionarsi e degenerare
a volte basta un no.

E come cresce il male
con futili bugie
se la fiducia brilla
di strane fantasie.

Il male ci allontana
qualunque male sia
e se arrivasse all’anima che guaio amica mia.
La forza di un sorriso
certo ci guarirà
anche se il male con il buio un’intesa stringerà.

E su, e su, e su,
non cedere
non puoi permettergli di vincere.
Male è, il male che tu fai a te.
Soli, soli mai…
Quando finisce il male
siamo più forti noi.

Tocca pure ai giganti
di piegarsi davanti a lui
il male non ti risparmi
qualunque faccia hai.

Ma teme le alleanze
e sfugge l’unità
per questo se incontra amore
ui si polverizzerà.
Tenta di indeboire
ogni difesa tua.
E’ a rassegnazione il peggiore male che ci sia.

E su, e su, e su,
aiutiamoci
ci sentiremo meno inutili
su e su finchè si può
c’è ancora tanto mondo sai
ma soli mai!
Quando finisce il male
quanto più amore in noi.

 

Un pezzo di questa canzone mi è arrivata da un mio amico tanto tempo fa e l’ho vista rileggendo i vecchi messaggi dei miei amici… lo faccio quando voglio un po’ di luce… e mi ha colpito particolarmente e allora l’ho cercata e eccomi qui a commentarla, a dire ciò che ha suscitato in me… Parla del male, ma ci sono penso delle frasi veramente bellissime ad iniziare da quando dice che il male può spuntare anche da una carezza, strana idea, insomma in genere la carezza è intesa sempre come senso positivo. Non so esattamente cosa intenda Renato Zero, ma a me vengono in mente due tipi di carezze negative, quelle false, quelle che non sono vere, quelle che servono più che altro per ingannare, per illudere, ma forse ancora di più il fatto che il bene non è sempre fatto di carezze, a volte le cose vanno anche dette con forza, con energia ribadite, proprio perchè importanti, insomma anche Gesù a rivoltato i banchi di coloro che profanavano la casa di Dio, non ha usato sempre carezze… "E come cresce il male con futili bugie" bellissima questa, anche perchè mi sembra che la bugia spesso non sia più neanche considerata tanto un male, invece significa ingannare il nostro prossimo, significa annunciare il contrario di ciò che dovremmo annunciare, noi che ci diciamo annunciatori della Verità, non possiamo vivere di menzogne… "Il male ci allontana, qualunque male sia… male è, il male che tu fai a te" anche questa mi piace tantissimo. Perchè bisogna evitare il male? Perchè abbiamo scelto di seguire il bene, e di portare il bene al mondo, ma anche perchè se noi facciamo il male siamo noi i primi a rimetterci, per questo ci allontana da Dio il male, non perchè Dio si allontani da noi, lui anzi immagino che come la pecorella smarrita mi viene a cercare ogni volta che fuggo, ma il problema è che sono io che dal Bene, da Dio, mi volgo al male e allora non lo vedo più e mi allontano da lui… Male è quindi soprattutto quello che facciamo a noi, questo contenuto della canzone mi affascina veramente. La parte più grave del male che facciamo non sta nell’atto esteriore, ma nell’interno di noi, nel nostro volgerci al male, volgersi dalla parte opposta di colui che ci dà la felicità… Masochisti? eh un po’… Il male non risparmia nessuno poi dice la canzone, tutti devono affrontarlo e decidere di seguire il bene, anche i santi l’hanno affrontato e ce lo troviamo davanti ogni momento in modo che possiamo dire un si continuo al bene e un rifiuto continuo del male. Ma il male così forte a volte, difficile da superare, può essere vinto? Renato propone un sorriso come esempio di qualcosa che vince sul mare, la forza di un sorriso farà luce sul suo buio, a me è successo, il sorriso di chi credeva in lui, mi ha portato al corso e mi ha portato a fare luce nel mio buio. E poi forse c’è il pezzo più bello… il male è divisione, per questo fugge le alleanze, fugge le unioni, fugge l’amore, perchè vincono, perchè lo distruggono, lo disintegrano, Renato dice che l’amore lo "polverizzerà"… Il male continua a cercare di indebolirci, al contrario del bene che ci rafforza e così Renato dice che il peggiore male è la rassegnazione e forse ha ragione, è quella che manca di uno dei più grandi doni del cristiano, uno dei più grandi regali che gli ha portato Gesù in pieno: la speranza. La disperazione, la rassegnazione, sono privi di una via di uscita, si è chiusi dentro un buio che non ha brezze per far entrare un filo di luce che riporti speranza… "aiutiamoci, ci sentiremo meno inutili", la gioia del servire, una convivenza che stiamo organizzando avrà come titolo proprio questo la gioia del servire… Ci sentiremo meno inutili, qui si che realizzeremo noi stessi, nel servizio nell’aiutarci l’un l’altro e nel crescere l’ul l’altro… quando finisce il male il nostro cuore si riempie di amore, e l’amore è gioia, e questo ci dona la felicità… penso sia veramente stupenda questa canzone…


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VANGELO DEL GIORNO

Pubblicato: 27 febbraio 2007 in Ad gentes
 
Mt 6,7-15.
Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate. Voi dunque pregate così:
 
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
 
Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.

Cari amici, il Padre nostro non è solo la preghiera del cristiano per eccellenza…..poichè Cristo stesso ci ha detto….voi dunque pregate così…..ma è anche il canovaccio su cui impostare ogni tipo di preghiera, in essa in fatti ci sono tutti gli estremi per impostare una preghiera sana……non che le altre preghiere non lo siano, ma è sicuro che in essa c’è la struttura per un buon dialogo con il Padre……..

Commento al Vangelo di

Giovanni Taulero (circa 1300-1361), domenicano a Strasburgo
Omelia 62

« Venga il tuo regno »

Se guardessimo per il sottile, saremmo spaventati al vedere quanto l’uomo cerchi il suo tornaconto personale in ogni cosa, alle spalle degli altri uomini, nelle parole, nelle opere, nei doni, nei servizi. Ha sempre in vista il suo bene personale: gioia, utilità, gloria, servizio da ricevere, sempre qualche vantaggio per sé. Questo ricerchiamo e perseguiamo nelle creature, e anche nel servizio di Dio. L’uomo non vede nulla se non le cose
terrene, come la donna curva di cui ci parla il vangelo, che era tutta riversa verso terra e non poteva drizzarsi (Lc 13,4). Nostro Signore dice che “nessuno può servire a due padroni, Dio e la ricchezza” e prosegue dicendo “cercate prima – cioè prima di tutto e innanzi tutto – il Regno di Dio e la sua giustizia” (Mt 6,24.33).

Siate attenti dunque alle profondità che sono dentro di voi, e cercate
solo il Regno di Dio e la sua giustizia – cioè cercate solo Dio che è il
vero regno. Desideriamo questo regno e lo chiediamo ogni giorno nel Padre
nostro. Il Padre nostro è una preghiera altissima e potentissima. Non
sapete ciò che domandate (Mc 10,38). Dio è in persona il suo regno, il
regno di tutte le creature ragionevoli, il termine dei loro moti e delle
loro ispirazioni. Il regno che domandiamo, è Dio in persona, in tutta la
sua ricchezza…

Quando l’uomo ha queste disposizioni, cercando, volendo, desiderando Dio
solo, diviene lui stesso il regno di Dio e Dio regna in lui. Nel suo cuore
allora regna magnificamente il re eterno che lo regge e lo governa; la sede
di questo regno sta nel più intimo del suo animo.


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VANGELO DEL GIORNO

Pubblicato: 26 febbraio 2007 in Ad gentes

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 25,31-46.

Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»

San Simeone il Nuovo Teologo (949-1022 circa), monaco ortodosso
Capitoli teologici, gnostici e pratici, § 92s ; SC 51, 110

« L’avete fatto a me »

Se uno fa l’elemosina a novantanove poveri e poi ingiuria, percuote o respinge uno solo rimasto a mani vuote, su chi ricade tale trattamento se non su colui che ha detto, che non cessa di dire, e che dirà un giorno: “Ogni volta he avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” ?… Egli è infatti in ognuno di questi poveri, è colui che è nutrito da noi in ciacuno dei più piccoli. Allo stesso modo, se uno dà oggi a tutti il necessario e domani, mentre può ancora farlo, trascura i suoi fratelli e li lascia morire di fame e di sete e di freddo, è come se avesse disprezzato e lasciato morire colui che ha detto: “Ogni volta che non avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me”…

Se Cristo si è degnato di prendere il volto di ogni povero, se si è identificato a tutti i poveri, è perché nessuno tra coloro che credono in lui si innalzasse al di sopra del suo fratello…, ma l’accogliesse come Cristo, lo onorasse e utilizzasse ogni sua risorsa per il suo servizio, così come Cristo ha versato il suo sangue per la nostra salvezza… Forse questo sembrerà penoso a molti e sembrerà loro ragionevole dire: “Chi può fare tutto questo, curare e nutrire quanti ne hanno bisogno e non trascurare nessuno?” Che ascoltino San Paolo dichiarare: “L’amore del Cristo ci spinge al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti” (2 Cor 5,14).


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40 Giorni

Pubblicato: 26 febbraio 2007 in Cultura
40 giorni.
Ogni giorno hai fame di qualcosa. E a tutti i costi tenti di saziarti. Di
sicuro non sempre sei soddisfatto… qualche volta mangi la prima cosa che
ti capita, qualche volta ti arrangi con quello che ti offrono, altre volte
pur cercando non trovi ciò che ti piacerebbe… Fame…
Da quale fame sei preso in questo periodo? Di quali cibi spesso fai
indigestione?
In questa settimana potremmo cercare di individuare quali morsi della fame
ci fanno più penare. E quale digiuno si richiede al nostro vivere.
Per imparare a nutrirci della volontà del Padre, proviamo a seguire un menu
particolare per ogni settimana della nostra Quaresima.
un caro saluto e buon cammino sr teresa della + o.carm.

MENU della I settimana di Quaresima

Colazione ogni mattina leggi una pagina del vangelo di Luca

Pranzo

Primo piatto: non dire di no a chi ti chiede qualcosa che ti costa
Pietanza: fai un gesto di cortesia a chi reputi estraneo
Contorno: dedica dieci minuti alla lettura di un testo spirituale

Metà mattina-pomeriggio: poni maggiore attenzione alle persone
che ami

Cena: partecipa all’Eucaristia


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VANGELO DEL GIORNO

Pubblicato: 23 febbraio 2007 in Ad gentes
 Mt 9,14-15

Allora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

Il dibattito sul digiuno segue immediatamente il pasto scandaloso di Gesù con Matteo e i suoi amici esattori delle imposte. I discepoli di Giovanni e i farisei digiunavano per affrettare la venuta del Messia e per prepararsi ad accoglierlo. I discepoli di Gesù sanno che il Messia è già arrivato ed è Gesù in mezzo a loro. Per questo mangiano, bevono e fanno festa.Gesù si presenta come lo sposo. Il regno dei cieli è paragonato a un banchetto che il Padre ha preparato per le nozze del Figlio con l’umanità (Mt 22,1-14). Digiunare durante un pranzo di nozze non ha senso. Gesù però annuncia che anche i suoi discepoli digiuneranno quando lo sposo "sarà loro tolto". Questa espressione, presa da Is 53,8, si riferisce al Servo di Dio destinato a morte violenta ed è un’allusione alla morte di Gesù.Il digiuno cristiano avrà due significati fondamentali: sarà rivolto al passato in quanto commemora la morte di Gesù, ma sarà anche proiettato verso il futuro in quanto è attesa delle nozze definitive dell’Agnello (Ap 21,9ss).

San Bernardo (1091-1153), monaco cistercense e dottore della Chiesa
Discorso 1 per la quaresima,1,3,6

« Allora digiuneranno »

Perché il digiuno di Cristo non sarebbe comune a tutti i cristiani?  Perché le membra non seguirebbero il loro Capo (Col 1,18)? Poiché abbiamo ricevuto i beni di quel Capo, non ne sopporteremmo forse anche le pene? Vogliamo forse rifiutare la sua tristezza e comunicare alle sue gioie? Se fosse così, ci mostreremmo indegni di fare causa comune con il Capo. Infatti, tutto quello che egli ha sofferto, era per noi. Se proviamo ripugnanza a collaborare all’opera della nostra salvezza, come ci mostreremmo i suoi aiuti? Digiunare con Cristo è poca cosa per colui che sta per sedere con lui alla mensa del Padre. Beato il membro che avrà aderito in tutto a quel Capo e l’avrà seguito dovunque va (Ap 14,4). Altrimenti, se dovesse esserne tolto e separato, sarebbe inevitabilmente e subito privato dell’alito di vita…
Per me aderire totalmente a te è un bene, o Capo glorioso e benedetto nei secoli, sul quale anche gli angeli si chinano con desidero (1 Pt 1,12). Ti seguirò dovunque andrai. Se passerai in mezzo al fuoco, sarò con te, e non temerò alcun male perché sarai con me (Is 43,2). Tu porti i miei dolori e soffri per me. Tu, per primo, sei passato attraverso lo stretto passagio della sofferenza per offrire una larga entrata a coloro che ti seguono. Chi ci separerà dall’amore di Cristo? (Rm 8,35)… Questo amore è l’olio profumato sul capo che scende sulla barba, che scende sull’orlo della veste, per ungerne ogni filo (Sal 132,2). Nel Capo si trova la pienezza delle grazie, e di lui riceviamo tutto. Nel Capo sta ogni misericordia, nel Capo il torrente dei profumi spirituali, come sta scritto: “Dio ti ha consacrato con olio di letizia” (Sal 44,8)…
E a noi, cosa chiede il vangelo all’inizio di questa quaresima? “Tu, quando digiuni, profumati la testa” (Mt 6,17). Mirabile bontà! Lo Spirito del Signore è su di lui, egli ne è stato unto (Lc 4,18), eppure, per evangelizzare i poveri, dice loro: “Profumati il capo”.


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