Archivio per gennaio, 2008

Fermati sul monte

Pubblicato: 29 gennaio 2008 in Fermati sul monte

Una Presenza più vicina





L’amore di Dio che non è sempre un’alta esperienza di unità di tutta la


creazione. Nella notte oscura l’amore di Dio si rivolge a noi in un modo che


sembra ci sia negato. Nella notte Dio sembra venire contro di noi. Niente


nell’amore è oscuro o distruttivo, Giovanni lo ribadisce, ma poiché, per ciò


che noi siamo, abbiamo bisogno di purificazione, l’amore è sperimentato come


oscuro. Giovanni dà a questo proposito una descrizione forte del momento


nella vita in cui le consolazioni scompaiono e la preghiera è tutto, ma


resta impossibile. Il desiderio è ancora presente ma è esausto e va in cerca


di sollievo. Il teologo Karl Rahner commentava che tutte le sinfonie nella


vita rimangono incomplete. In ogni relazione, in ogni possesso affiora


sempre incompiutezza. Questa frustrazione del desiderio e la lusinga di


qualcosa di più o al di là è il disagio causato dal continuo invito da parte


di Dio ad una comunione profonda. Quando ciò che si desiderava sfuma, la


persona entra in una specie di oscuramento. Lo psicologo Carl Jung osservava


che non riusciamo a distinguere i simboli di Dio e i simboli di noi stessi.


Quando l’individuo perde il simbolo di Dio, la personalità comincia a


disintegrarsi. Questa condizione oscura rimane fin quando un nuovo simbolo


di Dio emerge o si sviluppa una nuova relazione con un vecchio simbolo di


Dio. Il consiglio di Giovanni della Croce durante queste crisi della vita è


molto utile. Egli ci assicura che l’amore di Dio è comunque presente nella


nostra vita ma non lo abbiamo ancora sperimentato come amore inizialmente; è


necessario allora avere pazienza, fiducia e perseveranza. Questa attività


amorosa di Dio ci libera dagli idoli e ci ristora nella salute dell’anima.


Gli dèi stanno morendo nella notte e l’anima ha bisogno di sostenere un


processo di afflizione. La strada sbagliata potrebbe risolvere o sanare la


condizione artificialmente, o rinnegarla del tutto. Siamo chiamati ad


affrontare la condizione, ad entrare in essa con pazienza, e là dove il


cuore si strugge irrobustirsi per essere attenti all’arrivo dell’amore.


Giovanni le chiama “attenzioni dell’amore” nell’oscurità; è il tempo di


essere un orologio nella notte. La contemplazione è un’apertura all’amore


trasformante di Dio, specialmente quando egli si avvicina in maniera


camuffata. Un’esperienza intensa che Giovanni chiama notte dello spirito è


simultaneamente la forte esperienza del nostro peccato, la finitezza della


condizione umana, e la trascendenza di Dio che mai emerge. Mentre in questa


condizione le parole sono senza significato, Giovanni scrive che è questo il


tempo di “mettere la nostra bocca nella polvere”. Tutto ciò che si può fare


è amare ciò che ci si presenta. In questo deserto il pellegrino continua il


viaggio nella vita, consegnandosi solo alla guida di una vera fede biblica.


Questa fede purificata è il contesto per una giusta relazione con Dio. Come


per Teresa di Lisieux, scomparendo il pensiero del cielo, il pellegrino non


desidera possedere l’oggetto della sua speranza, e rimette questa speranza


in ciò che non possiede. La notte diventa un’esperienza illuminante e una


vera guida, migliore del giorno. La fiamma che una volta bruciava ora si


cauterizza e guarisce. L’assenza che lo conduce alla ricerca dell’Amato si è


rivelata una Presenza compassionevole nascosta nel desiderio


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Testimoni nel tempo

Pubblicato: 29 gennaio 2008 in Testimoni

Lasciamolo fare

 

 Ogni piccola azione è un avvenimento immenso nel quale ci viene dato il paradiso, nel quale possiamo dare il paradiso. Non importa quel che dobbiamo fare: tenere in mano una scopa o una stilografica. Parlare o tacere, rammendare o fare una conferenza, curare un malato o battere a macchina. Tutto ciò non è che la scorza della realtà splendida, l’incontro dell’anima con Dio rinnovata ad ogni minuto, che ad ogni minuto si accresce in grazia, sempre più bella per il suo Dio. Suonano? Presto, andiamo ad aprire: è Dio che viene ad amarci. Un’informazione?…eccola: è Dio che viene ad amarci E’ l’ora di metterci a tavola? Andiamoci: è Dio che viene ad amarci……………………..Lasciamolo fare. (Madeleine Delbrel)


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Un senso (Vasco Rossi)

Nel suo Album “Buoni o Cattivi”, il rocker Vasco si propone ai suoi fans con la pungente critica nei confronti di una società che guarda sempre più all’apparire e meno alla sostanza, con la sua rabbiosa voglia di ribellione contro un sistema teso alla massificazione, con il suo carico di dubbi e di insofferenze. Qui proponiamo la canzone “Un senso” che con realismo invita a una seria riflessione sull’esistenza.

 

 


Voglio trovare un senso a questa sera
anche se questa sera un
senso non ce l’ha.

Voglio trovare un senso a questa vita
anche se questa vita un
senso non ce l’ha.
Voglio trovare un senso a
questa storia
anche se questa storia un
senso non ce l’ha.
Voglio trovare un senso a
questa voglia
anche se questa voglia un
senso non ce l’ha.
Sai che cosa penso che se non ha un senso
domani arriverà…
Domani arriverà lo stesso senti che bel vento
non basta mai il tempo domani un altro giorno
arriverà…
Voglio trovare un senso a
questa situazione
anche se questa situazione un
senso non ce l’ha.
Voglio trovare un senso a
questa condizione
anche se questa condizione un
senso non ce l’ha.
Domani un altro giorno… ormai è qua!
Voglio trovare un senso a
tante cose…


 

Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha”: la nostra vita si muove tra il “non senso” e la ricerca di senso. Tutta la vita è disseminata di “perché”. Fin da bambini ci poniamo una serie di domande… Ma a volte questa “arte di farci domande” e di sfidare gli altri con i nostri “perché” viene meno. Ci lasciamo trascinare come un turbine dagli eventi e dalle situazioni che a lungo andare creano in noi un senso di vuoto, una scontentezza interiore, un disagio esistenziale. E allora è importante fermarsi per riappropriarci di noi stessi.

Voglio trovare un senso a questa voglia anche se questa voglia un senso non ce l’ha”: ci sono due modi di vivere la vita: uno è quello di seguire i nostri istinti naturali assecondandoli in tutto, l’altro è quello di seguire quei valori etici e spirituali che vengono dalla nostra coscienza e che costituiscono un quadro di riferimento per le nostre scelte e le nostre azioni.

Anche nella Bibbia viene descritto questo duplice modo di vivere: “Quelli che vivono secondo la carne, pensano alle cose della carne; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, alle cose dello Spirito. Ma i desideri della carne portano alla morte, mentre i desideri dello Spirito portano alla vita e alla pace” (Rm 8, 5-6).

L’esperienza stessa ci insegna che la felicità (pienezza di senso) non ci è data dal poter soddisfare solo e subito le nostre esigenze materiali, ma dall’avere davanti a noi quei valori spirituali che soddisfano davvero la nostra sete di verità, come per esempio il rispetto degli altri, la solidarietà, la pace… La società in cui viviamo, così impregnata di consumismo, crea in noi bisogni spesso inutili dandoci l’illusione che la felicità stia nell’avere, nell’accaparrarsi le risorse. In effetti la vera felicità non la troviamo in primo luogo nel possesso dei beni materiali, ma nello star bene con noi stessi, con la nostra coscienza, con gli altri, nel vivere in armonia con l’ambiente che ci circonda, nell’apertura a Dio.

Sai che cosa penso / che se non ha un senso / domani arriverà”: ci capita, a volte, di vivere situazioni incomprensibili, assurde in cui non riusciamo a trovare nessuna spiegazione né a intravedere una via di uscita… Eppure ogni situazione che viviamo ha un suo significato nascosto che spesso non siamo capaci di decifrare. C’è bisogno di tempo e di non far morire in noi la speranza: prima o poi il senso si svelerà!

Coltivare sempre in noi  “l’arte di farci domande” ci permette un approccio diverso alla vita, che è quello di guardarla faccia a faccia, penetrandola in profondità per scoprire in essa il significato nascosto… e strada facendo le risposte arriveranno.

Voglio trovare un senso a tante cose: quante volte facciamo le cose senza sapere il “perché”! A volte a spingerci è la forza d’inerzia o l’abitudine, a volte la moda (“tutti lo fanno”)… e tanti altri condizionamenti culturali e sociali. Quando invece le nostre azioni sono il frutto di una scelta responsabile e consapevole allora possiamo dire di aver dato un senso a quello che facciamo.

Se nelle nostre scelte, nelle nostre relazioni con gli altri e anche nei momenti poco felici della nostra vita  non coltiviamo “l’arte di farci domande” tutto diventerà un non-senso, e la vita stessa un peso insopportabile. La questione del “senso della vita” allora è fondamentale… ne va di mezzo la nostra felicità e la nostra realizzazione personale. Non tenerne conto sarebbe davvero un grosso errore!

 

PER RIFLETTERE:

Riesci sempre a dare un senso alle cose che fai?

Fai le cose per convinzione personale o perché trascinato dagli eventi e dalle mode?

Credi davvero che il segreto della tua felicità stia nell’arte di farti domande?

Ti ritieni un ragazzo/a istintivo, materialista oppure razionale, spirituale?

Cosa riempie veramente di senso la tua vita?


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IL VANGELO DELLA DOMENICA

Pubblicato: 19 gennaio 2008 in Ad gentes
Ecco l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!

 

La salvezza è qualcosa che supera l’uomo e per questo è nelle mani di Dio. E’ il Cristo, infatti, che si carica sulle sue spalle i nostri limiti e i nostri peccati. Giovanni Battista, il precursore, l’ultimo dei profeti dell’Antico Testamento, indica nella persona di Gesù Cristo l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo: denominazione abbastanza esplicita per designare il Messia annunciato dai profeti. Ormai il tempo della salvezza è venuto: il Salvatore è in mezzo a noi. Ed è a Lui che dobbiamo consegnare la vita di ogni creatura, con il suo carico di gioie, dolori e speranze, così da essere capaci di camminare sulla strada della salvezza. Facciamo spazio al Cristo che viene incontro a noi nel quotidiano, mettendo da parte, come Giovanni Battista, noi stessi.

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore

 

Vieni Signore Gesù. Ho bisogno della tua salvezza. Ti apro la porta del mio cuore e della mia vita. Guarisci la mia ignoranza, i miei dubbi, le mie titubanze, le mie paure. Concedimi di sperimentare il tuo amore, la tua salvezza, la tua liberazione. Dammi una vita piena, purificami, liberami, rinnovami, entra nel mio cuore e nella mia vita e riempila di te.Rendimi testimone credibile della tua Parola, testimone autentico del grande “si” di Dio all’uomo.Testimone coraggioso della tua risurrezione, perché si costruisca un’umanità nuova, più fraterna, unita nel segno dell’amore che tu ci ha insegnato.
COME AGISCE LO SPIRITO DI DIO SE CI FACCIAMO ILLUMINARE?




 

 

 

da buttar via

 

 

 

da ricevere

in dono

 

Superbia Dici troppo spesso IO. Io qua, io là etc etc. Pensa al fatto che se sei nato è perché tua mamma non ha detto io, ma ti ha dato da mangiare per nove mesi e poi.. sino ad oggi! Prova a pensare a quelle situazioni in cui pensi di “aver capito tutto tu”, in cui tutti sono scemi e l’unico furbo sei tu…. Ma sarà davvero così?

 

 

 

Sapienza È la capacità di cogliere il filo che lega

ogni cosa, la lente attraverso cui capire

il mondo e te stesso. Capire, soprattutto, l’amore.

 

Lussuria Tutto e subito, finché funziona, finché non si rompe. Sei così? Inghiotti un gelato o te lo godi piano piano? Un amico lo “bruci” subito cercando di sfruttarlo finché si può? Gli altri ti vanno a genio sino a che ti “danno” qualche cosa? Sei disposto a mangiare un panino subito, quando hai fame, piuttosto che aspettare un pranzo completo? E se hai pensato mi pappo tutti e due… beh, allora questo aspetto di te è decisamente da buttar via!

 

 

Intelletto È la capacità di andare in profondità

delle cose e delle situazione per capirle

fino in fondo e, soprattutto, viverle fino in fondo

 in ciò che di bello e buono esse sono o hanno.

 

Invidia. In fondo in fondo hai paura degli altri. Che siano giudicato meglio di te. Affondiamo tutti piuttosto. Se incontri qualcuno più bravo non ti spinge a diventare migliore ma pensi come farlo diventare peggiore. Contano più i voti degli altri o i fidanzati/e dei tuoi amici che quello che accade a te?

 

 

Consiglio. È la capacità di essere amico davvero,

aiutando gli altri a diventare migliori, la capacità

di restituire quanto hai ricevuto, di ringraziare

con il tuo affetto e con il tuo aiuto quanti ti hanno

 fatto diventare grande

 

Accidia. Sei pigro? Pensi sempre a quello che potresti fare dopo al posto di quello che fai ora o che devi fare ora? Il tuo tempo è sempre quello del poi o del mai? Rimandare è il tuo sport preferito oltre a quello di lamentarti per quello che si fa ora? Tutto è brutto, tutto fa schifo, tutto è noioso… ma forse sei tu che vedi tutto così… forse sei tu che hai messo gli occhiali neri e vedi tutto nero…. Ecco un bel “pacchetto” da buttar via. Di quelli belli puzzolenti che appestano la tua vita

 

 

Scienza. È la capacità di cogliere il bello,

 il positivo, la presenza di Dio in ogni cosa

che accade, in ogni attività.

E’ la capacità di capire ed interpretare

anche il dovere come un dono di Dio,

una via per diventare migliori e raggiungere la felicità.

 

Avarizia. La tua parola d’ordine è “mio”. Tieni tutto per te, anche a costo che si rovini e che vada a male. Se fai un favore a qualcuno pensi subito a come e quando potrai chiederne uno tu. Le relazioni con gli altri sono sempre in termini di “lui mi deve” a “lei posso chiedere”. Tu non doni nulla, al massimo presti sperando di riavere in fretta e con gli interessi.

 

 

Pietà. È il senso di altruismo, di compassione

 – cioè partecipare alla sofferenza

ed alla fatica di altri –

l’aiutare l’altro anche se questo

può arrivare a renderlo migliore di noi.

 

 

Ira. Prima ti arrabbi a poi ci pensi. Provi rabbia incontenibile al pensiero di non essere sempre al di sopra degli altri. Quando qualcuno ti fa un’osservazione ti arrabbi … e di più quando è giusta. È sempre un altro che ha colpa di come sei, di come non sei, del fatto che non sei come vorresti essere. E te la prendi con lui. Quando fai qualche cosa che non va la tua prima preoccupazione, automatica, è “a chi dare la colpa”. E giù via di parolacce quando non sono botte.

 

 

 

Timor di Dio. È la capacità di dare

un giudizio sereno su se stessi,

accettando il proprio limite, i propri difetti.

Accettare che noi non siamo Dio,

ma che Lui lo è ed essere contenti

che con Lui solo si possono

fare cose grandi. Una sgridata aiuta

a crescere ed un difetto riconosciuto

è un difetto già mezzo sconfitto

perché so che ci devo stare attento.

Gola. Il frigorifero è il tuo rifugio? Non ci sono lacrime che la Nutella  non asciughi? A tavola cominci per primo senza aspettare nessuno? Quando hai finito ti alzi e te ne vai? Mangi per vivere o vivi per mangiare? Qui la zavorra, il peso.. diventi tu! Ti sembrerà poca cosa, ma saper aspettare, rinunciare alla caramella in più… quando sarai grande significherà saper resistere a tentazioni ben più difficili. Oggi sarà un panino di troppo, domani rischia di diventare una amicizia, una parentela ad essere inghiottita dalla tua voracità! Via, a mare i barili in più!

Fortezza. capacità di resistere,

di stare al proprio posto anche

quando è difficile, la capacità

di stare anche da soli, è l’equilibrio

di chi sa qual è il proprio centro.…

Aiuta ad essere fedele, ad andare

fino in fondo senza lasciarsi

portare fuori strada. Ti ricordo

che hai un sacco di risorse da usare.

Il marinaio è forte per definizione.

 


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Testimoni nel tempo

Pubblicato: 17 gennaio 2008 in Testimoni

COMPAGNI DI VOLO

 Voglio ringraziarti, Signore per il dono della vita;

ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un’ala soltanto:

possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare,

Signore, che tu abbia un’ala soltanto, l’altra la tieni nascosta,

forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me;

per questo mi hai dato la vita:

perché io fossi tuo compagno di volo.

Insegnami, allora, a librarmi con Te,.

Perché vivere non è trascinare la vita,

non è strapparla, non è rosicchiarla,

vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento.

Vivere è assaporare l’avventura della libertà.

Vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia

Di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.

Ma non basta saper volare con Te, Signore.

Tu mi hai dato il compito

Di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare.

Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi.

Non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala ,

l’unica ala inesorabilmente impigliata

nella rete della miseria e della solitudine

e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te;

soprattutto per questo fratello sfortunato,

dammi, o Signore, un’ala di riserva.

Don Tonino Bello


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Musica (Quelli della IIIa A)

Pubblicato: 16 gennaio 2008 in Quelli della IIIa A

Prima di partire per un lungo viaggio


(Irene Grandi)

Con il suo sesto Album del 2003, la cantante fiorentina Irene Grandi si è confermata interprete di grande talento. Nella sua carriera artistica ha avuto la fortuna di avvalersi di bravi collaboratori come Jovanotti, Ramazzotti, Pino Daniele e Vasco Rossi, che ha firmato la canzone “Prima di Partire per un lungo Viaggio” che vi presentiamo.

 

 

 

Prima di partire

per un lungo viaggio

devi portare con te la voglia

di non tornare più,

prima di non essere sincera,

pensa che ti tradisci solo tu

prima di partire

per un lungo viaggio,

porta con te la voglia

di non tornare più,

prima di non essere d’accordo

prova ad ascoltare

un pò di più,

prima di non essere da sola,

prova a pensare

se stai bene tu

prima di pretendere qualcosa,

prova a pensare

a quello che dai tu.

Non è facile però

è tutto qui,

non è facile però

è tutto qui.

Prima di partire

per un lungo viaggio,

porta con te la voglia di adattarti…

 

“Prima di partire per un lungo viaggio”: “il lungo viaggio” può essere la metafora della nostra vita, che è proprio un viaggio con una sua durata più o meno lunga. Per affrontarla occorre essere ben equipaggiati, cioè assumere quelle qualità interiori per viverla in profondità, evitando così di sprecarla.

”devi portare con te la voglia di non tornare più”: a volte, nel cammino della vita, abbiamo la tentazione di tornare indietro. I motivi possono essere molteplici: il dubbio di aver sbagliato tutto, la paura davanti alle scelte importanti, il disimpegno e la superficialità… Ma chi torna indietro è solo uno che fugge alla realtà, che non accetta con coraggio le sfide della storia, che non riesce a vedere le difficoltà come una chance per un ulteriore passo in avanti, come un’occasione di crescita. Se tu vuoi riuscire nella vira devi imparare ad andare avanti con coraggio, a credere fino in fondo, perché la vita ti insegni che solo non arrendendosi realizzerai te stesso, i tuoi sogni, i tuoi ideali più veri.

prima di non essere sincera / pensa che ti tradisci solo tu”: una qualità importante da mettere nella nostra bisaccia è la sincerità, che deve caratterizzare le nostre relazioni con gli altri. La mancanza di sincerità è un atteggiamento che alla fine si ritorce contro se stessi, perché prima o poi la verità viene a galla. Oggi c’è davvero bisogno di autenticità e trasparenza nei rapporti sociali, spesso all’insegna della finzione e della pura facciata. Essere sinceri significa far cadere tutte quelle maschere dietro cui, a volte, ci nascondiamo, superare la diffidenza e il pregiudizio che abbiamo verso gli altri, visti spesso come avversari e non come un dono.

prima di non essere d’accordo / prova ad ascoltare un po’ di più”: un’altra qualità importante è la capacità di ascolto. A volte, per partito preso, ci arrocchiamo sulle nostre posizioni affermando a tutti i costi il nostro punto di vista, senza nemmeno dare all’altro il tempo e la possibilità di esprimere le sue idee. Siamo presi dalla tentazione di “schedare” l’altro in base al suo passato o alla sua appartenenza sociale, politica o religiosa e pensiamo: “Conosciamo tutto di lui… non può dire nulla di nuovo” (anche Gesù ha sperimentato questo pregiudizio nei suoi confronti, cf Mt 13,53-56). Così il dialogo si trasforma in monologo, in una “difesa ad oltranza” delle nostre vedute, nello scontro e nel rifiuto dell’altro. Se, invece, superando il facile pregiudizio e l’ostinata contrapposizione, imparassimo ad ascoltare un pò di più, il nostro punto di vista si arricchirebbe dell’esperienza dell’altro e insieme potremmo arrivare alla verità.

prima di non essere da sola / prova a pensare se stai bene tu”: la peggiore solitudine che possiamo sperimentare è la solitudine dell’anima, cioè il disagio interiore che è la spia di un malessere che ci portiamo dentro. Molti problemi nascono dal fatto che “non ci accettiamo per quello che siamo”: non accettiamo il nostro passato, i nostri limiti, il nostro corpo. E allora viviamo in conflitto con noi stessi. A volte per “superare” questo disagio cerchiamo il rifugio nelle relazioni sociali, nello stare insieme, finendo in questo modo solo ad evadere il problema. Per star bene con gli altri devi prima star bene con te stesso, riconciliarti con la vita, accettare i tuoi difetti, ma anche prendere coscienza dei tuoi doni e della ricchezza che ti porti dentro. Devi “prenderti a cuore”, avere cura di te stesso, coltivare la vita interiore, regalarti tempo… Solo così il tuo “stare con gli altri” ti aiuterà veramente a crescere e ad essere sempre più te stesso.

prima di pretendere qualcosa / prova a pensare a quello che dai tu”: siamo tutti debitori verso la vita. Fin da bambini siamo abituati a ricevere, a volte a pretendere tutto, ma arriva il momento in cui siamo invitati a dare qualcosa di noi stessi. Non possiamo vivere da parassiti! Il mondo del terzo millennio ha bisogno della nostra creatività, del nostro entusiasmo, delle nostre forze fisiche, intellettuali e spirituali per crescere, per diventare sempre più una grande famiglia, perché il progresso si trasformi in benessere per tutti, in solidarietà. SIAMO DEBITORI VERSO TUTTI. Ciò significa che dobbiamo passare dalla logica dell’avere alla logica del dare, del condividere. E l’esperienza c’insegna che nel momento in cui do ricevo più di quanto ho dato, perché si crea un “effetto boomerang”: il bene che faccio in qualche modo mi ritorna!

Non è facile però tutto qui”:assumere questo stile di vita non è certamente facile, ma possibile… basta crederci! Il coraggio di guardare avanti, la sincerità, l’ascolto (di te, degli altri, di Dio), la cura di te stesso, la capacità di donare sono tutte qualità di cui non puoi fare a meno. E allora non aver paura di metterle nella tua bisaccia: ti aiuteranno a raggiungere la mèta di quel lungo e grande viaggio che è la tua vita; dandoti, alla fine, la certezza di non aver vissuto invano.

PER RIFLETTERE:

  1. Come vedi la tua vita: un viaggio da intraprendere, un peso da sopportare o una noia interminabile, un’occasione per realizzare te stesso/a, un progetto che ti è affidato, una continua scoperta di cose nuove?
  2. Davanti alle difficoltà quale atteggiamento assumi: paura, resa, coraggio, fiducia, fuga………?
  3. Quanto conta la sincerità?
  4. Sei capace di ascoltare veramente gli altri prima di pronunciare giudizi?
  5. Hai una reale visione di te? Ti accetti per quello che sei?
  6. Sei uno/a che pretende sempre o che sa dare anche qualcosa di sè?

 

 


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Scusate l’assenza

Pubblicato: 16 gennaio 2008 in Senza categoria
TORNO A PUBBLICARE E SCRIVERE, SCUSATE L’ASSENZA,
ERA PER MOTIVI PASTORALI…………………..

METTERò A DISPOSIZIONE I TESTI E LE DISCUSSIONI SULLA MUSICA CHE STO PORTANDO AVANTI CON GLI STUDENTI (SARANNO SOTTO LA CATEGORIA :QUELLI DELLA IIIa A)
UN ABBRACCIO


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