UN TEST

Pubblicato: 27 giugno 2008 in Senza categoria

Più ci addentriamo nell’uso della tecnologia o di metodi moderni nei vari campi del sapere e dell’agire, più ci accorgiamo di dover fare i conti con una nuova terminologia o con nuovi significati di parole a noi già note. I nuovi termini ai quali ci stiamo abituando sono per lo più di provenienza inglese. Fra di essi c’è il “test”. Il vocabolario mi dice che significa: “prova”, “esperimento”. Il nostro orecchio si sta abituando anche all’uso del verbo “testare”.

        Prima di avviarci in una professione ci si sottomette a test attitudinali; all’inizio o durante un curriculum di studio ci si sottomette a un test scolastico; in maniera generalizzata si adottano test psicologici, spesso adottati in maniera più o meno discriminata anche al campo vocazionale.

        Lascio a persone più competenti di me il giudizio sulla validità e opportunità di un uso generalizzato e quasi meccanico dei test. Voglio solo ritornare su una riflessione spontanea e semplice che ha divertito la mia mente assistendo ad una piacevole scena in un supermarket. Passavo davanti a una ricca esposizione di profumi. Naturalmente, tutti i prodotti erano rigorosamente ed elegantemente confezionati, eccetto un esemplare collocato nella prima fila di ogni prodotto  e che un’etichetta segnalava come “test”. Davanti all’esposizione si divertiva un gruppo di ragazze che con grande regolarità eseguivano un rito a tre tempi: prendevano in mano una confezione e ne leggevano la descrizione; poi la deponevano e prendevano in mano il test per spruzzarselo sulla mano; quindi  portavano la mano al naso per assaporarne il profumo; solo allora si notava un  mutamento nell’espressione del loro viso, segno di un’emozione positiva o negativa.

Per arrivare al gusto di questa emozione il rito veniva ripetuto più volte, con i diversi profumi, in una divertente sequenza: il profumo veniva spruzzato prima sul dorso della mano, poi sul palmo, poi su un dito e quindi tutte le dita; quando tutte le parti delle due mani erano spruzzate, si ricorreva al braccio,  oppure si chiedeva in prestito la mano o un dito o un fazzolettino dell’amica: l’importante era arrivare al gusto del profumo.

        La scena è stata divertente per me e mi ha rimandato ad altre esperienze affini. Ho pensato alla cucina: non mi bastano le descrizioni del cibo né il giudizio dell’assaggiatore ufficiale: perché io possa fare una scelta definitiva il cibo deve piacere a me e per sapere questo lo devo assaggiare personalmente: non ci sono vie sostitutive. Solo il test e l’assaggio danno il via alle scelte definitive e impegnative.

        Il mio pensiero è andato avanti. Mi sono accorto che noi non facciamo assaggiare niente: noi descriviamo e vendiamo, oppure anche offriamo, e poi ci meravigliamo se la nostra offerta non interessa a nessuno. Spesso ci lamentiamo per tante fatiche sprecate senza risultati, catechesi e insegnamenti non accolti … Abbiamo dimenticato l’invito del salmo: “Gustate e vedete che buono è il Signore” (Sal 34,9). Siamo preoccupati di dimostrare che determinati elementi fondamentali della vita cristiana ed ecclesiale sono importanti, fondamentali e irrinunciabili, ma non ci curiamo di far vedere concretamente e assaggiare quanto sono belli, gustosi.

        Seguendo il moto del mio pensiero mi sono accorto che anch’io mi preoccupo più di capire che di gustare il vangelo e i fondamenti della mia vita cristiana e francescana. Per questo li propongo più come idee importanti e interessanti che come esperienze gustose. Per questo non interessano gran che agli altri.

        Ritornando alla scena delle ragazze in profumeria, ho notato che quando un volto diventava radioso al gusto di un profumo, tutte le altre accorrevano per applicarsi il medesimo test e gustare la medesima emozione. Forse dovremmo cercare il vangelo in una qualche profumeria, inspirarlo profondamente ed inebriarcene, per sentirne tutto il gusto. Allora impareremmo a trasmetterlo agli altri non come idea giusta e importante ma come gusto e delizia della vita.

 

"Asterischi" dal sito Teclise


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commenti
  1. Jole ha detto:

    Personalemento odio i test, xkè nn credo ke diano risposte veritiere…mi vengono in mente quelli che dovrebbero servire a capire ad esempio il partner ideale….figuriamoci!!!Ma a parte gli skerzi, credo tu abbia ragione fondamentalmente, dovremmo essere capaci di testimoniare il vangelo piuttosto ke venderlo con tanti bei paroloni, un po come si fa qui su internet, ma Gesù ha detto anke "vieni e vedi" e io spero ke Lui si serva anke di quello che facciamo qui x il Bene. Per la mia esperienza posso dire che spesso perfino i miei sbagli Dio li ha usati per compiere il bene. Quello ke faccio nello spaces lo faccio con gioia e lo offro al Signore…..non è niente, lo so, ma io non devo preoccuparmi del risultato finale. Altro discorso è quello che riguarda le nostre comunità dove allo Spirito a volte vengono tarpate le ali (non voglio essere critica…si fanno anke tante cose meravigliose)….ma anche su questo preferisco pensare che Dio non sia soggetto , per i suoi scopi, alla capacità o meno degli uomini. C\’è stato un tempo in cui avrei voluto una chiesa perfetta….ma quel tempo è passato, ora l\’amo così com\’è. Spesso si "gusta" la bontà del Signore più fuori delle parrocchie, semplicemente vivendo e amando chi incontri al supermercato. Io ho una convinzione: che il profumo di Cristo si senta ogni volta che agiamo senza interessi. Scusa la lungaggine….cmq i tuoi post sono interessantissimi. PS: quando ho qualke problema che mi affligge e per strada qualke amica si confida con me, poi esclama :"beata te ke sei così serena!" Beh, quello ke vede sul mio viso non dipende da me…….

  2. Davide ha detto:

    Jole….hai una fede molto bella e sincera!!!Un abbraccio

  3. Vero ha detto:

    Quanto sarebbe bello, pensare in una Chiesa, il luogo della degustazione della Parola di Dio!! Magari all\’ingresso…………chi entra è invitato a sentire, gustare !! Poi sceglierà sicuramente, perchè nessuna Parola di Dio cade a vuoto

  4. luciano ha detto:

    Molto bella questa "parabola" dei giorni nostri sul modo di testimoniare la Fede! Se permetti mi piacerebbe ricopiarlo sul "Luciano live!!!".
    Tra l\’altro questo "test" richiama abbastanza le critiche alla Chiesa da parte del Cardinal Martini ed i commenti che sul mio space ne sono scaturiti.
    Resto in attesa di un tuo cenno di riscontro.
    Grazie! Ciao

  5. Davide ha detto:

    Certo Luciano!!!! Vai pure

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