Occorre svegliarsi per accorgerci di Dio

Pubblicato: 18 dicembre 2008 in Fermati sul monte


Verità di sé


Lotta dura contro il
natale tarocco. L’avvento ci permette di recuperare il senso autentico
del Natale, di non lasciarci travolgere dall’onda melensa di emozioni
che dovremmo dover vivere. Salviamo il Natale dall’approssimazione e
dal (falso) buonismo per ricuperarne il senso teologico, scomodo ma
salutare.


Non siamo qui a far finta che poi Gesù nasce e a commuoverci davanti a
questo bambino ignudo. Siamo qui a digerire la più brutta figura della
storia dell’umanità, che, peraltro, reitera tale atteggiamento.


Dio è venuto, stanco di essere frainteso, esasperato dalle nostre proiezioni.


Dio è venuto e si è raccontato in Gesù di Nazareth.


Dio è venuto ma, ad accoglierlo, poca gente, semplice e dimessa, che farebbe poco "gossip" in questi (fragili) tempi mondani.




Cristi

Occorre svegliarsi per accorgerci di Dio, occorre riconoscere i profeti
presenti in mezzo a noi e diventare consolatori dei troppi fratelli
persi, occorre avere la fiducia incosciente di Maria di Nazareth (che
abbiamo celebrato in settimana) per cambiare il nostro destino.


Per vivere autenticamente il Natale, fatte tacere le tante cassandre
che ci scoraggiano, superata la tentazione di un Natale senza Dio,
dobbiamo imitare il Battista nella sua lucida auto-consapevolezza.


Giovanni è il più grande tra i figli di donna, un profeta austero e
coerente, energico e carismatico. Verso le sponde arse del mar Morto,
giù nella depressione vicino a Gerico, Giovanni ha radunato un
movimento eterogeneo di cercatori di Dio, di insoddisfatti bisognosi di
senso.


Non è tenero Giovanni, disilluso e acre, chiede un cambiamento radicale
per poter incontrare il Messia di Dio. Quasi alla fine della sua breve
ma intensa vita, Giovanni riceve la visita degli inviati del Sinedrio
che si interrogano, loro, i detentori del potere religioso, di questo
strano personaggio che non si spaventa neppure ddi fronte alle autorità
religiose.


Giovanni è chiaro: lui non è il Cristo.


Potrebbe pensarlo, gli altri lo pensano di lui (bisognosi come siamo di Cristi).


Potrebbe approfittarne, cedere alla più subdola delle tentazioni, quella del delirio di onnipotenza.


No, dice Giovanni, lui non si prende per Dio. Anche lui, come i penitenti, ne è disperatamente alla ricerca…


Giovanni ci ammonisce: solo riconoscendo il proprio limite, che è
opportunità, non mortificazione, possiamo essere liberi di accogliere
il Dio fragile che nasce. Solo riconoscendo che non abbiamo in noi
tutte le risposte, possiamo metterci alla ricerca.




Voce

"Chi sei, allora?"


Chi siamo, allora?


La logica mondana dice: sei ciò che produci, sei ciò che appari, sei
ciò che guadagni, sei ciò che guidi, sei ciò che conti. Giovanni sa che
non è così, che è illusoria e menzognera questa logica, che, mai, siamo
ciò che possediamo o facciamo.


Giovanni ha pensato e ha capito. Il sole del deserto e la polvere che
raschia la gola, gli occhi bruciati dalla luce e il corpo ormai piegato
alla durezza delle scelte, lo hanno portato a capire chi è lui nel
profondo. Un mistico? Un provocatore? Un guru?


No, egli è voce.


Voce, voce prestata ad una Parola, voce che amplifica un’idea non sua,
voce, che fa riecheggiare un’intuizione di cui anch’egli è debitore.


Poco, vero?


O tutto?


Ci immaginiamo sempre di essere dei grandi, di compiere (o scrivere)
cose memorabili, di restare nella storia o, perlomeno, nella piccola
storia delle persone che amiamo.


Dio ci svela cosa siamo in profondità.


Tu, amico lettore, cosa sei? Cosa dici di te stesso?


Forse sei pazienza, o attesa, o sorriso, o perdono, o sogno, o inquietudine.


Contrariamente alla falsa idea del cattolicesimo che mortifica e castra
le ambizioni degli uomini ("Se Dio c’è io sono fregato", pensa Erode),
il Vangelo ci svela un Dio che mi aiuta a cogliere la verità di me
stesso.




Gioie

Non so come stiate arrivando a questo Natale: l’importante è che ci arriviate in maniera autentica.


Forse non è un gran periodo, forse non siete affatto soddisfatti di voi e delle vostre scelte.


Pazienza, Dio viene lo stesso, se avete il coraggio di invocarlo.


Perciò state (stiamo) nella gioia, rallegriamoci sempre nel Signore,
teniamo buone le cose che egli ci ha donato, gioiamo pienamente in
questo Dio che non meritiamo e che si dona.


Questo mite Dio che attendiamo e che già amiamo.

commenti
  1. Katia ha detto:

    eeeeeeee siiiiii….bisogna svegliarci per accogliere questo Gesù ke viene x noi…..preparare la strada grazie dell\’esortazioneun abbraccio fraterno by katia

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