Archivio per gennaio, 2011


Ora domenica 23 gennaio · 21.00 – 22.30

Luogo Casa Marvelli 

f.lli Cervi, 12

Bellaria, Italy

Trama

L’atavico confronto-scontro tra il mondo degli adulti e quello dei giovani viene narrato

attraverso lo vicende e lo sguardo disincantato della quattordicenne Nina. Una mattina, il

professore assegna alla classe un tema dal titolo: “Genitori e Figli: istruzioni per l’uso”. Per

Nina sarà occasione di poter parlare per la prima volta a cuore aperto del suo rapporto con i

genitori, del fratellino di otto anni, di una misteriosa nonna che ricompare all’improvviso dopo

vent’anni, ma, soprattutto raccontare di sé…

Critica

“Più che l’ormai snaturato e declassato interesse culturale e nazionale, il nuovo film di

Giovanni Veronesi dovrebbe vantarsi di un alto interesse personale ed emozionale. La scena

suggestiva è quando tutta la travagliata famiglia di Gianni e Luisa coi figli si tuffa a capofitto

nelle acque in cui sono state appena ‘soffiate’ le ceneri della nonna. Perché, al di là delle

situazioni buffe, ‘Genitori & figli – Agitare bene prima dell’uso’ (lo dimostra la dedica finale) è

per il regista una specie di cognizione del dolore, anche quello di organizzare la

rappresentazione di un’incomprensione. Seguendo le tracce di un tema che un professore dà in

classe sulla famiglia, la storia scritta con Chiti ed Agnello analizza due tipi di incomprensioni,

tra teenager ma anche tra adulti e consenzienti. (…) Non è che venga molta voglia di ridere,

anche se l’autore aiuta con momenti ad hoc. Tutto sommato il match è pari, finalmente i

teenager non sono visti come idioti da spot ma coi problemi di cui i genitori passano le

consegne: è il gioco delle parti.” (Maurizio Porro, Corriere della Sera, 26 febbraio 2010)

“Complice un tema scolastico, in ‘Genitori & Figli – Agitare bene prima dell’uso’ Giovanni

Veronesi affronta croci e delizie della famiglia, tra genitori separati e figli in cerca di se stessi,

nonne ribelli e primi amori. Ottimo il cast di attori e lodevole il tentativo di riflettere su un

argomento magmatico spesso frainteso sul grande schermo, ma tra scivoloni nel terreno

Moccia e qualche concessione di troppo a dinamiche da fiction televisiva, il film non convince

del tutto.” (Alessandra De Luca, Avvenire, 26 febbraio 2010)

“Madri padri figli nonni, la voce fuori campo di una 15enne che rivela angosce e modalità della

separazione dei genitori, del fratellino razzista e della sua prima volta. C’è la casa televisiva, la

pericolosa contiguità con Moccia e Muccino. Ma, nel tentativo di sottrarla al conformismo e

all’imitazione, Veronesi e gli sceneggiatori Chiti e Agnello tentano un’esposizione più diretta e

vera, lasciando irrisolte le ferite e le relazioni che nella vita restano irrisolte. Lo devono anche

al cast. Littizzetto e Orlando, Placido e Buy, nel bicchiere mezzo pieno, tracciano dei

comportamenti, investono nelle contraddizioni, anche se non formano veri personaggi (ma non

dipende dalla recitazione). Toccante il bagno in mare tra le ceneri della nonna. Un po’ banale

l’ambientazione scolastica.” (Silvio Danese, Nazione, Carlino, Giorno, 26 febbraio 2010)

“Lo straordinario successo dei due ‘Manuale d’amore’ significa anche che Giovanni Veronesi ha

individuato un segmento vincente della commedia italiana, una formula che punta alla coralità,

all’interazione tra varie storie senza ricorrere agli episodi separati. La famiglia, le nevrosi, i

conflitti generazionali, le incomprensioni tra adolescenti e adulti, ritornano in ‘Genitori & Figli:

agitare bene prima dell’uso’. Il regista e sceneggiatore toscano ha potuto disporre di una bella

squadra di attori delle più diverse generazioni per schizzare incisive tipologie che esemplificano

il difficile rapporto tra genitori e figli di oggi attraverso lo sguardo disincantato della

quattordicenne Nina. (…) La commedia a retrogusto amaro ruota intorno all’incomunicabilità e

alla difficoltà ad esprimersi di generazioni che s’incontrano-scontrano solo con l’esuberanza

fisica e l’irruenza linguistica, ma diventa anche un calderone di troppi temi d’attualità.” (Alberto

Castellano, Il Mattino, 26 febbraio 2010)