Archivio per 31 marzo 2011

CINEFORUM CASA MARVELLI

Pubblicato: 31 marzo 2011 in Cineforum

Domenica 3 aprile 2011

ore 21 “Casa Marvelli”

Il giudice ragazzino, Alessandro Di Robilant, 1994

In contrasto con la spettacolarizzazione televisiva e la mitizzazione degli eroi dell’antimafia quest’opera dallo stile minimale fa emergere, senza retoriche, tutte le insicurezze, i dubbi e le paure di un protagonista della lotta per la legalità. Ispirato alla vera storia del giudice Livatino, ucciso dalla mafia nel 1990.

 

+ Dal Vangelo secondo Luca  Lc 11,14-23

Vangelo del giorno

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.  Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.  Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

 

Il Vangelo di oggi ci presenta Gesù che scaccia un demonio muto. Questo ci fa riflettere. Spesso anche noi diventiamo “muti” dopo un litigio, solitamente si dice anche “teniamo il muso”, cioè anche il nostro volto si trasforma, diventiamo impenetrabili, non ci apriamo al dialogo, né lasciamo che le parole ci raggiungano… Sembriamo proprio sotto l’influsso del Maligno. A volte basterebbe proprio poco: un gesto, una parola, chiedere scusa e la pace potrebbe ritornare. Ma chi si lascia prendere dalla presenza del Maligno diventa muto e se lasciamo entrare nel nostro cuore un sentimento cattivo, l’odio ad esempio, questo produce il mutismo, cioè la rottura completa del rapporto con gli altri. Si decide allora di ignorare il prossimo, di non ascoltarlo e si finisce per isolarsi completamente da chi ci sta vicino.

Solo Gesù ci può guarire da questa tristezza spirituale. Quando ci capita di vivere questi momenti di mutismo possiamo invocare il nome di Gesù che ci salva. Non dobbiamo dimenticare che con il Battesimo siamo già stati “esorcizzati” dal Demonio che fugge dinanzi all’invocazione del Santo nome di Gesù. Questi ci darà la forza di uscire dal nostro mutismo con uno sguardo diverso sugli altri, uscirà dalla nostra bocca, un grazie, un per favore, un perdonami… piccole gocce di fuoco che hanno il potere di disgelare il gelo dentro di noi.

Se amiamo, il diavolo, con le sue tentazioni non può entrare in noi. E’ l’amore l’antidoto, l’arma contro il Maligno. Sono di questo parere gli antichi Padri: Sant’Efrem paragona l’amore al fuoco che arde nel cuore: nessuna tentazione si può avvicinare e porta un esempio molto realistico: in oriente si cucinava all’aperto, e le mosche erano attirate dla cibo. Ma le mosche finivano nella minestra solo quando era fredda; finché era bollente non potevano neppure volarci sopra. Così succede anche al nostro cuore: finché arde di amore, nessun pensiero “odioso” si può avvicinare e se lo fa ne è immediatamente scacciato.

Comunità missionaria di Villaregia