Archivio per 16 aprile 2011

Dal Vangelo del giorno

secondo Giovanni 10,31-42. 


I Giudei portarono di nuovo delle pietre per lapidarlo.  Gesù rispose loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre mio; per quale di esse mi volete lapidare?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per la bestemmia e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». Rispose loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei?
Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata), a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non volete credere a me, credete almeno alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me e io nel Padre». Cercavano allora di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui si fermò. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha fatto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero».  E in quel luogo molti credettero in lui.

Odi di Salomone (scritti cristiani del 2o secolo)

« Cercavano di prenderlo di nuovo, ma egli sfuggi dalle loro mani »

Come ali di colombe sui loro piccoli…
così sono pure le ali dello Spirito sul mio cuore. 
Lieto è il mio cuore e sobbalza 
come sobbalza il feto in seno alla madre. 

Ho creduto, perciò ho trovato quiete: 
fedele è colui in cui ho creduto. 
Mi benedisse di cuore 
e il mio capo è rivolto verso di lui. 
La spada non mi separerà da lui 
né la scimitarra. 

Io invero fui preparato prima che giungesse la rovina 
e fui deposto nel suo seno imperituro. 
Vita immortale mi ha abbracciato 
e mi ha baciato. 
Da essa proviene lo spirito in me; 
questi non può morire, perché è vivente. 

[Parla Cristo: ]Chi mi vedeva si meravigliò, 
perché fui perseguitato. 
Pensarono che fossi inghiottito, 
ché sembrai loro come individuo perduto. 
Ma la mia oppressione 
salvezza fu per me. 

Il loro rifiuto comunque son diventato, 
ché invidia in me non c’era. 
Ad ognuno faccio del bene; 
per questo fui odiato! 
Mi circondarono come cani rabbiosi, 
che senza distinguere si avventano sui loro padroni. 
Corrotta è la loro coscienza 
e pervertita la loro potenza intellettiva. 

Io però tenevo l’acqua nella mia destra  
e la loro amarezza sopportai con la mia dolcezza. 
E non andai in rovina, ché loro fratello non ero 
né fa mia nascita era come la loro. 
Vollero la mia morte, ma non riuscirono, 
ché della loro memoria ero più vecchio. 
Indarno mi minacciavano. 

Quelli ch’eran dietro a me 
invano il ricordo di chi era prima di loro 
cercarono di distruggere. 
La mente dell’Altissimo non si può prevenire 
e il suo cuore ogni sapienza sovrasta. Alleluia.