Il vangelo di oggi, Maria di Magdala.

Pubblicato: 26 aprile 2011 in Fermati sul monte, Gruppo Biblico, Vangelo del giorno

Incontriamo Maria di Magdala nella più ristretta cerchia delle donne intorno a Gesù. Lei gli resta fedele sotto la croce insieme a sua madre; è la prima persona a incontrare Gesù risuscitato, che le si rivolge chiamandola per nome, Miriam, e lei gli risponde con affetto e reverenza: “Rabbunì”. E’ un rapporto di amore, pieno di bellezza e di fedeltà, una relazione che guarisce e rafforza, che illumina ed è aperta alla comunità, in cui Maria di Magdala divenne una figura centrale dopo l’ascensione in cielo di Gesù. Posso comprendere che romanzi e film abbiano tentato, fino ai tempi più recenti, di rendere scandaloso questo intenso rapporto. A volte vi si riversano desideri e fantasie umani. Quel che sappiamo e quel che credo è che Maria di Magdala è il prototipo di una credente, perché ama fino all’eccesso. Non in maniera mediocre o soltanto ragionevole, ma in modo completo. Attraverso la guarigione e l’amicizia, Gesù le ha aperto gli occhi all’amore. Maria di Magdala era una donna sensibile. L’eccesso esiste nel bene come nel male. Maria di Magdala rappresenta l’amore a cui sono chiamati un cristiano e una cristiana, completo e senza limiti nel bene. Per Gesù era una “persona autentica”. Tutti noi possiamo cercare persone simili e provare gratitudine quando le troviamo. Penso alle oranti, che sono la forza maggiore della Chiesa, e anche alle collaboratrici che, lo ammetto, spesso stanno dietro agli uomini. Guardo con speranza ale donne che nella Chiesa, nelle comunità e nella nostra società si mostrano sempre più sicure. Le donne sonocompagne fin al principio: Dio creò l’essere umano come uomo e donna. Gli ecclesiastici devono chiedere perdono alle donne per molte cose, ma, soprattutto, oggi devono considerarle maggiormente come interlocutrici. Negli ultimi anni le donne hanno molto lottato, una certa dose di femminismo è necessaria. Non per questo gli uomini devono aver timore e lasciarsi spingere a un atteggiamento opposto. Le donne vogliono uomini, non “donnicciole” mi ha detto con stupefacente chietteza un’impetuosa signora. Per quanto riguarda la direzione della Chiesa vorrei tuttavia, invitare alla pazienza: essa scoprirà sempre più le possibilità delle donne. Sono stati fatti molti progressi e se ne compiranno altri ancora, specie se portiamo avanti un rapporto di collaborazione: Desidero ricordare che su questo problema le diverse chiese seguono ritmi differenti. La nostra Chiesa è un po’ timida. Maria, la madre di Gesù, dovrebbe essere più amata dagli uomini moderni. A nessuno Dio ha attribuito importanza maggiore per il Messia che a questa donna. Se osservimo l’albero genealogico del Messia, troviamo donne notevoli, che le Sacre Scritture rendono anelli di una catena a cui Dio collega la famiglia. Vi scopriamo anche donne dai ruoli inconsueti, dal coraggio impressionante e dalla grande fantasia redentrice. La Bibbia rafforza le donne ed aiuta la Ciesa ad andare avanti. (Martini p.108 di Conversazioni notturne a Gerusalemme”.

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