Archivio per 10 Mag 2011

VANGELO DEL GIORNO  (Gv 6,30-35)

Non Mosè, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, la folla disse a Gesù: “Quale segno tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo”. Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”. Allora gli dissero: “Signore, dacci sempre questo pane”. Gesù rispose: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”.
Tu puoi impegnarti per i poveri, rischiare la tua reputazione per gli asociali, spogliarti per i mendicanti: tutto ciò non ha alcun valore se non sei importante per loro. Essi ti dicono: “Quale segno fai perché vediamo e possiamo crederti?”. Bisognerebbe abbandonarli alla loro sorte e voltarsi verso coloro che si sentono confortati dal nostro aiuto, che lo accettano con piacere e riconoscenza! Ma il Signore è di diverso parere. Egli sa che, se la scorza esterna è dura, spesso l’interno è molto sensibile. La provocazione – qualsiasi sia la ripugnanza che ispira – è una sorta di disperata chiamata di aiuto: “Signore, dacci sempre questo pane!”. Che preghiera per i provocatori!

San Colombano (563-615),


Istruzioni, 12,3

« Signore, dacci sempre questo pane »

Il profeta afferma: “Voi tutti assetati, venite all’acqua” (Is 55,1). Questa fonte è per chi ha sete, non per chi è sazio. Giustamente quindi chiama a sé quelli che hanno sete, che ha dichiarati beati nel discorso della montagna (Mt 5,6). Questi non bevono mai a sufficienza; anzi quanto più devono tanto più hanno sete. È dunque necessario, o fratelli, che noi sempre desideriamo, cerchiamo e amiamo la fonte della sapienza, il Verbo di Dio altissimo, nel quale, secondo le parole dell’apostolo Paolo, “sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2,3).

Se hai sete, bevi alla fonte della vita; se hai fame, mangia di questo pane di vita. Beati coloro che hanno fame di questo pane e sete di quest’acqua, perché, pur mangiandone e bevendone sempre, desiderano di mangiarne, e berne ancora. Deve essere senza dubbio indicibilmente gustoso il cibo che si mangia e la bevanda che si beve per non sentirsene mai sazi e infastiditi, anzi sempre più soddisfatti e bramosi. Per questo il profeta dice: “Gustate e vedete quanto è buono il Signore” (Sal 3,5). Per questo, o fratelli, seguiamo la nostra colui che ci chiama. La Vita, la sorgente di acqua viva, la fonte della vita eterna, la fonte della luce e sua  sorgente ci invita in persona a venire e a bere (Gv 7,37). Lì troviamo la sapienza e la vita, la luce eterna. Lì troviamo l’acqua viva che zampilla per la vita eterna.