Archivio per 11 maggio 2011

Dal Vangelo del giorno

secondo Giovanni 6,35-40. 


Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Beato Giovanni Paolo II (1920-2005), papa

« La volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna »

  « Vogliamo vedere Gesù » (Gv 12,21). Questa richiesta, fatta all’apostolo Filippo da alcuni Greci che si erano recati a Gerusalemme per il pellegrinaggio pasquale, è riecheggiata spiritualmente anche alle nostre orecchie in questo Anno giubilare. Come quei pellegrini di duemila anni fa, gli uomini del nostro tempo, magari non sempre consapevolmente, chiedono ai credenti di oggi non solo di « parlare » di Cristo, ma in certo senso di farlo loro « vedere ». E non è forse compito della Chiesa riflettere la luce di Cristo in ogni epoca della storia, farne risplendere il volto anche davanti alle generazioni del nuovo millennio? 

        La nostra testimonianza sarebbe, tuttavia, insopportabilmente povera, se noi per primi non fossimo contemplatori del suo volto… E la contemplazione del volto di Cristo non può che ispirarsi a quanto di Lui ci dice la Sacra Scrittura, che è, da capo a fondo, attraversata dal suo mistero, oscuramente additato nell’Antico Testamento, pienamente rivelato nel Nuovo… Restando ancorati alla Scrittura, ci apriamo all’azione dello Spirito (cfr Gv 15,26), che è all’origine di quegli scritti, e insieme alla testimonianza degli Apostoli (cfr ibid., 27), che hanno fatto esperienza viva di Cristo, « il Verbo della vita », lo hanno « visto con i loro occhi, udito con le loro orecchie, toccato con le loro mani » (cfr 1 Gv 1,1). Quella che ci giunge per loro tramite è una visione di fede, suffragata da una precisa testimonianza storica.