Archivio per 12 Mag 2011

Dal Vangelo del giorno secondo Giovanni 6,44-51. 


Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. Io sono il pane della vita.
I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».


« Tutti saranno ammaestrati da Dio »

        Quando Dio sospende e ferma l’intendimento, gli dà di che ammirare e di che occuparsi; allora, senza ragionare, riceviamo, nel tempo di un Credo, più luce di quanta non ne potremmo acquistare in  molti anni, con tutti gli sforzi del mondo. Ma, in prima persona, volere legare le potenze della nostra anima e fermare la loro attività, questo è follia…

        Per molti anni, ho letto molte cose senza riuscire a capirle. Poi, ho trascorso un tempo considerevole senza poter trovare i termini per spiegare le grazie che Dio mi concedeva, e questo è stato per me fonte di molte fatiche. Ma quando piace a Sua Maestà, Egli insegna ogni cosa in un istante, e in un modo che mi getta nello stupore. È questa una cosa che posso affermare in tutta verità: molti uomini spirituali con i quali avevo dei colloqui hanno cercato di spiegarmi i doni che Dio faceva alla mia anima, sperando così di aiutarmi a rendermene conto. La mia stupidità ha reso ogni sforzo assolutamente vano. Forse così voleva nostro Signore, per avere, lui solo, diritto alla mia riconoscenza. In effetti, è sempre stato lui il mio maestro. Che sia benedetto! Ma anche, quale confusione per me che tale confessione sia l’espressione della verità!… Senza dunque ch’io l’avessi desiderato né domandato, Dio mi ha illuminata in un istante, e messa nello stato di esprimermi. I miei confessori erano sorpresi, ed io più di loro, perché conoscevo maggiormente la mia incapacità… Sì, lo dico di nuovo, è importantissimo non elevare il proprio spirito prima che Dio lo elevi; e quando egli lo fa, noi lo capiamo subito.

Santa Teresa d’Avila (1515-1582),

carmelitana, dottore della Chiesa 
Vita, cap. 12