Archivio per 24 maggio 2011

Gv 14, 27-31

Vangelo del giorno


Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato». Alzatevi andiamo via di qui.

 

 Stiamo leggendo, in questa seconda parte del tempo pasquale, il lungo discorso che Gesù – secondo Giovanni – pronuncia dopo l’ultima Cena: parole che sono come la sintesi di tutta la predicazione del Maestro, rivolte in particolare ai discepoli, parole intime, profonde, cordiali, che manifestano l’amore del Signore per i propri discepoli. Il Signore oggi ci dona la sua pace, che è una pace diversa da quella che dona il mondo. L’abbiamo sperimentato e lo sperimentiamo in questo inizio di terzo millennio: il mondo si è svegliato impaurito e guerriero e tutte le conquiste che sembravano aver portato i buissimi anni del 20mo secolo sono dimenticate. Abbiamo visto i cortei pacifisti, abbiamo soprattutto sentito il grido forte e addolorato del vecchio Papa stanco di dover ammonire gli uomini. E’ bello condividere, anche con i non-credenti, l’anelito alla pace e alla giustizia profonda, è un segno dei tempi anche quando viene male interpretato o manipolato; occorre comunque ribadire che la pace del cristiano parte da un incontro, da un dono del Risorto, non è atto spontaneo, né generosa concessione: la pace è condizione essenziale per potersi dire autenticamente discepoli; e questa pace si raggiunge anzitutto nel profondo, nell’intimo, nel cuore di ciascuno, cuore toccato e convertito dal sentirsi amato. Proprio perché amato e perdonato divento capace di amare e perdonare, di donare la mia vita, di vedere nell’altro un fratello e mai un nemico. Conserviamo la pace nelle piccole cose, diventiamo pacificatori, non solo pacifisti, perché le grandi guerre non sono che la somma delle nostre piccole guerre e dei nostri piccoli egoismi. Dona la pace, Signore, a chi confida in te e rendici testimoni della tua pace!

Preghiera a Maria

Ricordati, o purissima vergine Maria, che non si è mai udito che qualcuno sia ricorso al Tuo patrocinio, abbia implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da tale fiducia, a te ricorro, o Madre, o Vergine delle vergini, a te vengo e, peccatore pentito, mi prostro davanti a Te. O Madre di Gesù, non disprezzare le mie preghiere, ma benevolmente ascoltami ed esaudiscimi. Amen. Ave Maria!