“Ecco, noi stiamo salendo a Gerusalemme”

Pubblicato: 8 marzo 2012 in Lo Specchio del Vangelo, Vangelo del giorno

+ Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 20,17-28

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Cosa significa bere il calice di Cristo? “Padre, allontana da me questo calice” oppure “Chi beve dal mio calice avrà la vita eterna”…Mi viene in mente una cosa di cui c’è da aver paura o da fare tanta fatica, tanto che Gesù, in un momento di grande umanità, vorrebbe demordere; allo stesso tempo però essa porta alla cosa più grande del mondo, che dà significato alla nostra esistenza: la salvezza e la vita eterna! Gesù ha portato la croce e si è scontrato con la morte, ma ci ha aperto le porte del paradiso fidandosi di noi e lasciandoci la libertà di scegliere se entrare o meno. Dio ci ha riservato un posto e ci ha proposto una via, l’unica che arriva a quella porta: la sequela del suo Figlio amato, capace di dare la vita per gli altri in nome dell’Amore. E chi sa donarsi più di un servo, di uno schiavo? Sembrerebbe un invito masochista alla luce del mondo, ma visto con gli occhi di Dio? Resta da capire, o meglio scegliere, se il gioco vale la candela: il bello e il difficile di essere liberi. Prego perchè la nostra fede possa vincere il mondo e renda in grado di accostarci al calice di Cristo.

★ Riflessione di Ciccio ★

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