“Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo?”

Pubblicato: 24 aprile 2012 in Lo Specchio del Vangelo, Vangelo del giorno

+ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,30-35

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

 Caro Gesù, fai che questa notte non faccia brutti sogni”: era la consueta richiesta che da piccola facevo prima di addormentarmi, sotto le coperte, con le mani giunte, “astutamente” seguita da una preghiera come ringraziamento anticipato. A desiderio realizzato ero solita compiacermi per essermi affidata a lui o in caso contrario giustificarlo, pensando tra me e me “Si vede che aveva troppe cose da fare ieri…” Chiaro che questo è comprensibile se si tratta di un bambino. Pian piano, crescendo, ho capito che non era quello il modo di pregare, di credere in un qualcuno di soprannaturale, potente, che compie miracoli ed esaudisce i desideri … un po’ come il Genio di Aladdin.
I giudei nel Vangelo di oggi richiedono un’opera straordinaria che dia loro una garanzia dell’autorevolezza di Gesù come rappresentante di Dio:“Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi?”. Un atteggiamento che totalmente si discosta da quello di fede. Ottenere dei favori in cambio di qualche promessa o preghiera, giusto per far quadrare la propria vita nelle cose che ci sembrano troppo difficili da gestire autonomamente. I giudei sottolineano come in passato i loro padri mangiarono la manna data loro da Mosè e di conseguenza rendono noto il bisogno di veder compiere da Gesù un segno più grande di quello compiuto da Mosè, per poter credere in lui. A questo Gesù risponde spiegando che la manna del deserto non era stata opera di Mosè, ma di Dio che, attraverso la richiesta di Mosè, mandò da mangiare al popolo affamato (“ non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dà il pane dal cielo, quello vero; il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”). “Signore, dacci sempre questo pane” affermano i giudei, dimostrando di pensare ancora ad un pane materiale, tanto che Gesù infine esplicita come mediante la fede in lui l’uomo ottenga la pienezza dei beni salvifici, mettendo fine così ad ogni tipo di bisogno o attesa: chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete”. Gesù, con il suo messaggio, i segni compiuti, le scelte di vita, e soprattutto con la morte in croce, rappresenta il pane della vita, che si può ricevere mediante la fede. Il pane di Dio, il pane della vita è Gesù stesso!
Noi abbiamo fame di pane vero, sete di acqua viva. È la persona di Gesù che noi dobbiamo accogliere e assumere nella nostra vita, perché Egli è il pane che nutre lo spirito e sfama l’umanità. Gesù denuncia la fede dei giudei che non capiscono e non credono a lui, intendendo il pane del cielo come alimento terreno. E noi? Siamo come loro?

★ Riflessione di  Nicole ★

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