«hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli»

Pubblicato: 18 luglio 2012 in Lo Specchio del Vangelo, Vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Matteo 11,25-27

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Spesso, troppo spesso non ci accorgiamo di ciò che abbiamo proprio sotto il naso:
questo è il mio primo commento, e per fare bella figura stavo cercando spunti di riflessione su questo brano sul web, ma poi ho capito che non era quello che Dio mi chiedeva di fare, e ce lo avevo scritto proprio davanti agli occhi : “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.”
Non è necessario ricercare il parere dei grandi padri della chiesa o di questo o quel prete per capire il senso della Parola, perché Gesù stesso ci ha fatto il grandissimo dono di poterla comprendere, senza alcuna distinzione tra il primo degli ingegneri e l’ultimo della classe, semplicemente perché ad ascoltarla non deve essere la mente, ma il cuore.
È proprio lì, infatti, che la Parola assume il suo significato profondo, e ci mostra il suo antico messaggio, che nonostante lo scorrere dei secoli rimane sempre, e anzi più che mai, attuale.
Chi legge la Parola solo da un punto di vista logico ed intellettuale, come se fosse un libro di storia o di letteratura, rischia di mettere da parte questa verità, che è il vero modo in cui la Parola stessa comunica con noi uomini.
Spesso dimentichiamo come si fa ad ascoltare le cose con il cuore, ed ancora una volta è Gesù stesso a venirci in aiuto, ricordandoci di “ritornare ad essere come bambini”, perché proprio loro, con la loro innocenza e semplicità, sono la miglior scuola per imparare a mettere da parte i nostri pregiudizi ed accostarci con cuore attento e puro alla Parola.
Solo in questo modo si arriva al significato profondo, quello che parla direttamente alla nostra coscienza, e che annulla il significato di ogni lunghissima discussione teologica e dibattiti tra preti sull’interpretazione di un qualche piccolo particolare insignificante.
A volte capita infatti che proprio chi dovrebbe aiutare nella lettura della Parola non fa altro che creare confusione e allontanare dal vero significato, quello che appare chiaro davanti agli occhi di quei piccoli di cui parla Gesù.
Tutti dovrebbero imparare insomma a “ leggere con il cuore”.

Riflessione di Manuel 

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