«Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione»

Pubblicato: 15 novembre 2012 in Lo Specchio del Vangelo, Vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Luca 17,20-25

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Parola del Signore

 

Il Regno di Dio è un dono, una rivelazione della Sapienza. Chi vive di stoltezza mai potrà conoscere il regno di Dio. Chi si consuma nell’insipienza, mai riuscirà a vedere il regno di Dio che viene in un modo così discreto, umile, da poter attirare l’attenzione. La sapienza è tutto per un uomo. Con essa l’uomo vede le opere invisibili di Dio.

Ella protesse il padre del mondo, plasmato per primo, che era stato creato solo, lo sollevò dalla sua caduta e gli diede la forza per dominare tutte le cose. Ma un ingiusto, allontanatosi da lei nella sua collera, si rovinò con il suo furore fratricida. La sapienza salvò di nuovo la terra sommersa per propria colpa, pilotando il giusto su un semplice legno. Quando i popoli furono confusi, unanimi nella loro malvagità, ella riconobbe il giusto, lo conservò davanti a Dio senza macchia e lo mantenne forte nonostante la sua tenerezza per il figlio. Mentre perivano gli empi, ella liberò un giusto che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città. A testimonianza di quella malvagità esiste ancora una terra desolata, fumante, alberi che producono frutti immaturi e, a memoria di un’anima incredula, s’innalza una colonna di sale. Essi infatti, incuranti della sapienza, non solo subirono il danno di non conoscere il bene, ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza, perché nelle cose in cui sbagliarono non potessero rimanere nascosti. La sapienza invece liberò dalle sofferenze coloro che la servivano. Per diritti sentieri ella guidò il giusto in fuga dall’ira del fratello, gli mostrò il regno di Dio e gli diede la conoscenza delle cose sante; lo fece prosperare nelle fatiche e rese fecondo il suo lavoro. Lo assistette contro l’ingordigia dei suoi oppressori e lo rese ricco; lo custodì dai nemici, lo protesse da chi lo insidiava, gli assegnò la vittoria in una lotta dura, perché sapesse che più potente di tutto è la pietà. Ella non abbandonò il giusto venduto, ma lo liberò dal peccato. Scese con lui nella prigione, non lo abbandonò mentre era in catene, finché gli procurò uno scettro regale e l’autorità su coloro che dominavano sopra di lui; mostrò che i suoi accusatori erano bugiardi e gli diede una gloria eterna. Ella liberò il popolo santo e la stirpe senza macchia da una nazione di oppressori. Entrò nell’anima di un servo del Signore e con prodigi e segni tenne testa a re terribili. Diede ai santi la ricompensa delle loro pene, li guidò per una strada meravigliosa, divenne per loro riparo di giorno e luce di stelle nella notte. Fece loro attraversare il Mar Rosso e li guidò attraverso acque abbondanti; sommerse invece i loro nemici e li rigettò dal fondo dell’abisso. Per questo i giusti depredarono gli empi e celebrarono, o Signore, il tuo nome che è santo, e lodarono concordi la tua mano che combatteva per loro, perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti e aveva reso chiara la lingua dei bambini. (Sap 10,1-21). 

Le opere di Dio sono così discrete, così invisibili, così lunghe nel tempo da risultare alla fine impercettibili. Se non si possiede la sapienza, che è l’opera dello Spirito Santo nel cuore dell’uomo, questi mai potrà vede Dio che opera nella nostra storia. Invece chi è pieno dello Spirito Santo sempre vede Dio anche nel più piccolo alito che spira nella nostra storia, attorno e lontano da noi.

Gesù mette in guardia i suoi. Lui è venuto nella carne una sola volta. Non tornerà mai più rivestito di fragilità, pochezza, umiltà, corpo mortale. Nessuno potrà mai dire che è in un luogo o in altro, in un tempo o in un altro, perché ormai Lui è uscito dalla scena di questo mondo. Vive glorioso nel suo corpo reso tutto spirituale dall’onnipotenza del Padre. Quando verrà alla fine dei tempi, tutti lo vedranno in un solo istante, rivestito di gloria e potenza. Verrà nello splendore della sua gloria sulle nubi del cielo. Verrà per il giudizio. Ogni uomo si presenterà al suo cospetto per essere esaminato in tutte le sue opere. Le opere buone lo condurranno in Paradiso, quelle cattive apriranno le porte dell’inferno, della dannazione eterna. È purissima verità.

lachiesa.it

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