“Quell’uomo credette alla Parola”

Pubblicato: 11 marzo 2013 in Lo Specchio del Vangelo, Vangelo del giorno

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù partì [dalla Samarìa] per la Galilea. Gesù stesso infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la festa; anch’essi infatti erano andati alla festa.
Andò dunque di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzionario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire.
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Gesù gli aveva detto e si mise in cammino.
Proprio mentre scendeva, gli vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri, un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e credette lui con tutta la sua famiglia.
Questo fu il secondo segno, che Gesù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Parola del Signore

 
Nella vita spesso siamo chiamati a dover affrontare delle prove, possono accadere a noi, ai nostri cari, ai nostri amici. A volte possiamo sentirci disperati e non sappiamo dove andare proprio come il funzionario del re che aveva il figlio malato che, quando incontra Gesù, crede alla sua Parola e il figlio guarisce. Il Signore, non si dimentica mai di noi, neanche quando la nostra fede in Lui vacilla, è il nostro padre, l’amico, il fratello, il compagno di viaggio che ci resta fedele in ogni fase della vita, ci custodisce e ci ama continuamente. Se gli apriamo la porta del nostro cuore possiamo anche sentire il suo affettuoso abbraccio e immaginare che mentre ci sorride dandoci una pacca sulla spalla, ci dice che siamo fatti per la vita.

Chiara.

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