Archivio per la categoria ‘Testimoni’

Testimonianza di Lella alla Casa Marvelli

Sono entrata in casa Marvelli, il 1° maggio 2010…….un anno fa, ma per me, una vita fa !.

Era la convivenza di maggio (la prima che durava per un mese intero) ed io ero arrivata li in seguito all’invito di una coppia di amici che mi erano vicini in un periodo a dir poco difficile della mia vita, periodo nel quale tutto quello per cui io avevo vissuto, in cui avevo creduto, in cui avevo speso tutte le mie forze era stato spazzato via in una maniera assurda. C’erano giorni in cui la mattina mi alzavo con la speranza che arrivasse subito sera perché una giornata intera da affrontare mi sembrava  un peso troppo grosso da portare ; mi sentivo “persa” perché mi era stata tolta una cosa in cui credevo tantissimo ed il futuro mi spaventava. Grazie a Dio, seppur nella difficoltà, non ho mai voluto far vincere il mio dolore e le mie paure, avevo (ed ho) una grossa responsabilità (anzi due) : si chiamano Alice e Silvia e per loro ( ma anche per me stessa) non mi sono mai voluta chiudere in quel dolore che certi giorni era così intenso. Non sapevo ancora bene come, ma sapevo che volevo ricominciare a vivere……..adesso mi verrebbe quasi da dire cominciare ( e no ri) perché mi rendo conto che per buona parte della mia vita non ho vissuto, non mi sono mai affidata completamente a Dio….lo pregavo, cercavo di viverlo, ma non avevo mai provato la bellezza e la gioia di lasciarsi abbandonare completamente nelle Sue braccia, la gioia di vedere finalmente  la Sua luce. Quante volte in questo lungo periodo difficile  ho recitato il “Padre nostro” , quante volte ho detto “sia fatta la tua volontà”, ma in realtà pensavo alla mia volontà credendo che fosse l’unica soluzione, quella più sensata in una situazione a cui non riuscivo assolutamente a dare un senso.

Il senso è arrivato in questa casa, Dio mi ha sconvolto la vita in una maniera che nemmeno nei più belli dei miei sogni avrei potuto immaginare……finalmente ho visto quella Luce che per anni disperatamente cercavo ma che non trovavo perché avevo paura di ammettere a me stessa che quello che mi occorreva non era quello per cui stavo lottando, ma altro.

Dio mi ha fatto entrare in questa casa, mi ha fatto conoscere persone che io stimo molto, che mi hanno accolto come se mi avessero sempre conosciuto, che mi hanno fatta sentire amata. E più io stavo in questa casa, più sentivo che con la fine di maggio non volevo e non potevo far finire tutto così…….se il Signore mi aveva fatto arrivare fin qui un motivo c’era e io lo sentivo fortissimo dentro di me, non poteva essere altrimenti, perché una serenità del genere erano 4 anni che non la vivevo. E finalmente ho deciso di aprire il mio cuore al 100%, di dirGli ok ti lascio il timone……guidami, mi fido di te !”……e da quel momento tutto è cambiato…..tutto ha riacquistato un senso……quel senso che da tanto cercavo.

Non che i problemi non esistano più……lotto ogni giorno con le mie paure, le mie domande su quello che sarà il futuro per me e per le mie bimbe, ma è come vivo tutto ciò che fa la differenza e cioè con la consapevolezza che Dio mi ama e che se saprò ascoltarlo avrò sempre  gli strumenti per portare le mie croci ed affrontare la vita nel modo che Lui ha scelto per me.

Sono entrata in questa casa mentre cercavo di sopravvivere……ne sono uscita VIVENDO !!!! e non posso non ringraziare il Signore per tutto ciò e per le belle persone che ha messo sul mio cammino e su quello delle mie bimbe.

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UN ABBRACCIO FORTE A TUTTI!!!

 

Spesso noi amiamo degli ideali, non delle persone. Ci vuole del tempo a scoprire tutte le ferite relazionali che abbiamo dentro, tutte le paure nei confronti degli altri. E’ difficile essere in comunione con altre persone, essere vulnerabili nei loro confronti. I muri dentro di noi sono solidi, muri che nascondono una immensa vulnerabilità e grandi paure.Scattano spesso in noi meccanismi di difesa ed emergono atteggiamenti aggressivi. A volte si sente in noi un’energia forte, non canalizzata: si manifesta come angoscia o come agitazione (se faccio qualcosa avverto meno angoscia). C’é il giudizio che separa. Abbiamo una capacità sorprendente di vedere le pecche dell’altro e ci risulta difficile vedere ed accettare le nostre. Giudicando, noi ci separiamo dall’altro, mettiamo un muro, lo dominiamo. Tutti abbiamo paura di chi, con la sua presenza, le sue doti… ci rivela le nostre carenze, e in tal modo ci sminuisce ai nostri occhi, facendoci toccare con mano le nostre ferite, risvegliando i sensi di colpa. Ecco perché ci affrettiamo a giudicare queste persone, o sminuirle, o separarci da loro prima che siano loro a giudicare noi. Noi siamo inclini alla relazione finché la relazione ci offre gratificazioni, conferme. “Non cercare di togliere la pagliuzza dall’occhio di un altro, quando nel tuo c’é una trave” (Mt. 7,3-5). La paura di aprire il cuore. Sono facili le relazioni superficiali, ma la porta del cuore può rimanere saldamente chiusa… In molte attività, anche umanitarie, il cuore rimane chiuso. É difficile accettare le persone così come sono, con tutte le cose belle che ci sono in loro e con tutte le loro ferite! Quando ci si fa rapidamente un’immagine dell’altro, se l’altro non corrisponde a questa immagine si rimane delusi e si tende a rifiutarlo.  

(tratto da Jean Vanier, “Ogni uomo é una storia sacra”)

 

L’immagine che si ha dell’altro, o l’immagine di ciò che si vorrebbe che egli fosse, impedisce la comunione. La comunione si radica nella realtà, non nei sogni. Si può comunicare con qualcuno solo se lo si accetta per quello che é.

Un abbraccio Pedro


Chi Ha Sete Venga A Me

Pubblicato: 15 agosto 2008 in Testimoni

Chi Ha Sete Venga A Me

Evangelizzazione di strada e di spiaggia
11-17 agosto 2008 Riccione

Forza amici!!!

 

OGGI RAFFAELE MARCELLO E ALBERTO SARANNO PRETI NELLA CHIESA DI RIMINI

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Testimoni

Pubblicato: 1 giugno 2008 in Testimoni

PADRE MI ABBANDONO A TE

 

Padre, mi abbandono a Te, fa’ di me ciò che ti piace.

Qualsiasi cosa tu faccia di me, ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto,

purché la tua volontà si compia in me,

e in tutte le tue creature:

non desidero nient’altro, mio Dio.

Rimetto l’anima mia nelle tue mani,

te la dono, mio Dio,

con tutto l’amore del mio cuore, perché ti amo.

E per me un’esigenza di amore,

il donarmi a Te,

l’affidarmi alle tue mani,

senza misura, con infinita fiducia:

perché Tu sei mio Padre

 

 

 Charles de Foucauld