Archivio per la categoria ‘Vangelo del giorno’

+ Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 15,9-17

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.  Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Penso che tentare di lasciarsi guidare dall’Amore nello stile di Gesù in ogni frangente della nostra vita sia quanto di più grande e bello possiamo fare. E’ da quanto amiamo e come amiamo che veniamo riconosciuti come discepoli. 

Lascio il testo in italiano (e il video, in inglese) del brano di apertura del musical “Rent”, “Season of Love”. E’ una canzone a cui sono molto legato, che richiama la nostra attenzione su quanto sia importante, anche in un mondo dove tante cose ci sembrano ovvie, vivere con e per Amore.

LE STAGIONI DELL’AMORE
525. 600 minuti 
525.000 momenti preziosi
525. 600 minuti 
Come lo misuri un anno?
In giorni, in tramonti
In notti, in caffè
In centimetri, in kilometri
In risate , in battaglie
In 525. 600 minuti 
Come lo misuri un anno di vita?
Perché non con l’amore?( x 3)
Misura con l’amore
Stagioni d’amore(x 2)
525. 600 minuti
525.000 viaggi da progettare
525. 600 minuti
Come misuri la vita di un uomo o una donna?
In quante verità lei ha imparato?
O in quante lacrime lui ha versato?
In quanti ponti lui ha tagliato?
O nel modo in cui lei è morta?
– E’ ora di cantare
Anche se la storia non finisce mai
Festeggiamo,ricordiamo,
un anno di vita dei nostri amici
Ricorda l’amore
Oh, devi , devi ricordare l’amore
L’amore è un dono del cielo
Condividi l’amore, dai amore, diffondi l’amore
Misura la tua vita con l’amore
Stagioni d’amore(x2)
Misura la tua vita, misura la tua vita con l’amore

★ Gulli ★

Dal Vangelo secondo Giovanni, 16,29-33

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

seguire GesùIn questo inizio di settimana il Signore viene a salutarci e a confortarci con la ricchezza della sua Parola.  Gesù ci porta la sua pace e se lo lasciamo entrare nei nostri cuori e nelle nostre giornate, non resteremo delusi durante il cammino.

Il mondo sta vivendo situazioni difficili: guerre, povertà, malattie ma il Signore ci invita a perseverare nella preghiera, nella fede perché egli, col suo sacrificio, ha vinto tutte queste tribolazioni, ci ha promesso una felicità perfetta e infinita.

Nell’ora della prova Gesù ha confidato nel Padre e ci chiede di fare lo stesso, di tenere duro e avremo pace in Lui.

 riflessione di Chiara.

Dal Vangelo secondo Giovanni 16,20-23

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

11092010627.jpg_2010914175334_11092010627Leggendo questo brano del Vangelo è questa la frase che più mi colpisce, e che penso colpisca tutti noi. Di questi tempi più che mai si sente il bisogno di un aiuto che va al di sopra della nostra umana natura e debolezza..Ci sarà davvero un giorno in cui non avremo più nulla da chiedere al Signore? Quel giorno dovrà essere davvero un giorno magnifico! 

Non è facile affidarsi, non è facile ammettere di avere bisogno, non è facile vivere il sacrificio, non è facile affrontare sofferenza e dolore. No..non è facile.

Ed è qui, proprio qui, in questo punto che Gesù Cristo figlio di Dio, uomo in mezzo a noi, ci mostra la sua croce e la sua fede. Ti prego Signore aiutaci a scoprire la salvezza della croce ogni giorno, sin dal mattino facci sentire la tua grazia, sostienici e guidaci nel cammino verso la vetta. Fa si che la tua grazia ci dia il coraggio di affidarci e l’umiltà di chiedere aiuto, perchè nella preghiera il cuore sia aperto all’amore del Padre e vivo nella speranza.

Riflessione di Vale R.

prova

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ancora un poco e non mi vedrete; un po’ ancora e mi vedrete».
Dissero allora alcuni dei suoi discepoli tra loro: «Che cos’è questo che ci  dice: Ancora un poco e non mi vedrete, e un po’ ancora e mi vedrete, e  questo: Perché vado al Padre?».
Dicevano perciò: «Che cos’è mai questo “un poco” di cui parla? Non comprendiamo quello che vuol dire».
Gesù capì che volevano interrogarlo e disse loro: «Andate indagando tra voi  perché ho detto: Ancora un poco e non mi vedrete e un po’ ancora e mi  vedrete?
In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi  rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la  vostra afflizione si cambierà in gioia.»

Già l’atteggiamento dubitativo conseguente al non sapersi spiegare un mistero della fede ci porta a rattristarci e a piangere di ciò che ci succede, ci porta a chiudere il cuore alla speranza. E’ sempre rassicurante vedere che i discepoli, gli stessi che vivevano 24h su 24 con Gesù, non capivano una mazza: non rende forse la salvezza e la santità a portata di tutti? Siamo santi, perchè crediamo con fede e godiamo della vera felicità, se sappiamo rallegrarci nella Resurrezione di Cristo che questo tempo di Pasqua ancora ci ricorda con forza!
Affido l’equipe della Marvelli e la santità del suo progetto, nato dove 2 o 3 si sono riuniti nel Suo nome: crediamoci, abbiamo fede!! 🙂

Riflessione di Ciccio

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 16,12-15.

Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. spirito_santo
Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Ho appena riascoltato una canzone per me molto importante, ascoltata in Venezuela…
 
“Tan solo he venido a estar contigo, a ser tu amigo, a compartir con mi Dios…”
 
E Gesù è così: è venuto tra noi per essere vicino a suo, nostro, Padre, per essergli fedele, per condividere (compartir) Tutto con Lui e con noi. Condividere Tutto non  facile, non ce ne capacitiamo, è una cosa davvero forte anche solo da dire; Gesù e il Padre lo fanno. E lo Spirito di verità che Cristo annuncia verrà a ripetercelo, come se un esempio lampante non fosse bastato.
E’ uno dei brani più forti su cui mi trovo a riflettere… L’ho provata la sensazione di condividere Tutto ed è indescrivibile, ti senti la creatura più forte del creato e allo stesso tempo quella più fragile, perchè completamente a nudo di fronte al mondo e soprattutto alle persone che ami. Ma in questa apparente contraddizione sta la forza della Condivisione Vera: se a vederti così fragile sono le persone giuste, quelle che il Signore ha pensato per la tua vita, allora questo aspetto diventa a sua volta punto di Forza. E allora ti rendi conto che invincibile è solo una parola, perchè chi condivide Tutto è già stato vinto da qualcosa di più grande: l’Amore di chi lo vuole Eterno.
Riflessione di Roby

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 16,5-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Gesù risponde alla tristezza dei discepoli, provocata dal suo annuncio che presto se ne sarebbe andato, con la promessa dello Spirito: “È dal-vangelo-di-gesc3b9-cristo-secondo-giovanni-16bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore”. Non devono turbarsi per l’annuncio della partenza di Gesù, perché egli farà ritorno ad essi attraverso lo Spirito, convincendo “il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio”. Il mondo ha peccato non credendo in Lui; Lui ha trionfato sul mondo che l’ha crocifisso; Satana è stato giudicato e condannato. Lo spirito porta la certezza dell’errore del mondo e aiuta ad aderire a Gesù, testimoniando la vittoria di Cristo e divenendo antidoto della tristezza che pervade i cuori dei discepoli (e i nostri). Sta a noi cogliere il messaggio. Gesù ha compiuto la sua missione in terra e ora torna al Padre da cui era stato mandato. I discepoli non devono rattristarsi per questo. In qualche modo il percorso di Vita di Cristo richiama il nostro: ognuno ha la sua missione da compiere, piccola o grande che sia. E poi muore. Ritorna al Padre. Come Gesù chiede ai discepoli di non penare per la sua morte, così noi dovremmo fare per quella dei nostri cari: guardare alla morte senza ossessione, senza angoscia, ma con pacato dolore che accetta il distacco grazie alla consapevolezza che morire significa andare al Padre; morire significa vivere, come Gesù, l’esperienza del risorgere ad una vita dove l’amore sarà felicità e pienezza per sempre. Facile a dirsi? Forse sì. La morte fa parte della vita e tutti lo sappiamo, ma non è facile accettarla. Il cristiano ha il dovere di misurarsi con la morte, affrontandola con serenità, in quando diverso momento della vita. La morte è l’unica via per incontrare il Signore, questo deve darci la forza. Non bisogna disperarsi dinanzi alla morte, ma è naturale averne timore e piangere la perdita.

★ Riflessione di Nicole ★

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14,23-29

In quel tempo, Gpaceesù disse [ai suoi discepoli]:
«Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».

La frase che mi colpisce è: “Vi lascio la pace , vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.”
Ogni persona di buona volontà aspira alla pace, ma per noi cristiani significa costruirla prima dentro di noi aderendo alla verità del Vangelo,per poi essere in missione permanente di pace nel nostro quotidiano , famiglia , lavoro ,parrocchia .La mia preghiera è per ciascuno di noi affinchè sappiamo trovare in noi stessi il coraggio e la fiducia in Cristo per percorrere questo cammino di pace. Un abbraccio

*Riflessione di Rossana*

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Parola del Signorecubo-de-rubik-vectoriales_610226

L’amore  e la gioia non si creano e non si  distruggono, si possono solo moltiplicare e tradurre; sono doni che ci vengono fatti, non dobbiamo dimenticarcelo; ogni istante che viviamo su questa terra ci viene donato, infatti non abbiamo nessun potere sul nostro capo, i nostri giorni sono preziosi e non bisogna dare niente per scontato;  chi può pensare di poter controllare la propria salute? chi può veramente essere sicuro di esistere anche domani? non è pessimismo cosmico, neanche jettatura, è un dato di fatto che ci piaccia o no, la vita non è risultato di un equazione matematica che da un risultato certo e ripetibile, ma un cubo di rubik che ci affanniamo a comporre con una benda sugli occhi, ad un certo punto ci vengono descritti i colori ma al tatto non possiamo riconoscerli, e magari rinunciamo all’impresa vivendo senza pensarci troppo. Oggi Gesù ci spiega come risolvere questo enigma e lo fa con un altro indovinello, ci parla di un amore che viene passato da uno all’altro come un testimone in una staffetta, poi descrive l’amore come un recipiente che ci può contenere tutti, ma a patto che doniamo la nostra vita come Gesù ha fatto per noi, quello è il suo modo di rimanere nell’amore del Padre e quindi il suo osservare i comandamenti del Padre; noi invece siamo spesso come tutti quelli che osservavano Gesù passare con la croce sulla schiena: sappiamo che è lui in nostro salvatore, ma non apriamo bocca, osservando senza testimoniare la nostra fede al mondo, non cambiando radicalmente vita. Penso invece alle prime comunità cristiane che si contraddistinguevano dal loro essere lieti. dal loro condividere. dalla loro gratuità, quello forse era il modo di manifestare quella gioia piena, la sola che viene da Gesù e che nessun altro può dare.

Se vogliamo essere veramente felici dobbiamo diventare veri imitatori di Gesù, seguendo i suoi passi potremo infatti rimanere nel suo amore e sperimentare sulla terra il regno di Dio non solo per noi ma per tutti quelli che abbiamo vicino

Max.

 

 

Dal Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che
porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.

La metafora del vignaiolo, quella metafora che percorre tanti di quei5293581590_7c5ac515e1_z
brani di Vangelo da venir riconosciuta al volo, quasi quanto quella
del pastore. Ma Gesù (per mezzo di Giovanni) qui si vuol spiegare
proprio bene, non vuole lasciare solo alla nostra interpretazione il
concetto che ci vuole trasmettere: lo traduce in tutte le salse pur di
farcelo afferrare.
Che Fratello abbiamo! Non solo è venuto nel mondo per mostrarci
concretamente la nostra Parentela con Dio, non solo è andato sulla
croce per salvare ognuno di noi, non solo ha sconfitto la Morte per
provarci la Sua natura divina, ma ci viene pure a spiegare per filo e
per segno come essere degnamente Figli, Fratelli, Parenti di Sangue
del Signore.
Io questi brani li vedo sempre come le ammonizioni di un fratello
maggiore ai suoi fratellini più piccoli, ancora poco pratici dei
metodi educativi del Babbo; molto tipo: “stai tranquillo, nostro Padre
è un tipo tosto, ma se segui i miei consigli su come prenderlo, da
parte sua riceverai solo Amore!”
E allora seguiamoli questi consigli: Fidiamoci delle parole di un Vero
Figlio, di un Fratello Grande per giungere, attraverso di lui, a quel
Padre che non aspetta altro che Amare i suoi figli più piccoli!

Riflessione di Roby

+ Dal Vangelo secondo Giovanni 14,27-31

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Ciò che Gesù ci lascia in eredità è la Pace. Quindi non un’eredità come generalmente la intendiamo noi, legata alla sfera materiale. Non dal-vangelo-di-gesc3b9-cristo-secondo-giovanni-14sono certo soldi, case, terreni, gioielli o beni vari. Gesù ci porta altro. Ci porta quel qualcosa che è in grado di penetrare in profondità nel cuore. Una pace che differisce da quella che il mondo può dare. Il mondo può darti la pace di una vacanza super lussuosa, di un armadio stracolmo di vestiti, di un frigorifero traboccante di cibo, di un conto in banca abbondante … può darti dunque una pace momentanea, frivola, superficiale. Ora c’è. Dopo forse non c’è più. La pace che dà il mondo è legata all’avere. La Pace portata da Gesù, invece, viene dal Padre e diventa sia il legame tra quest’ultimo e gli uomini peccatori sia il legame tra uomo e uomo. Questa Pace noi uomini dobbiamo realizzarla perdonandoci, amandoci, sostenendoci, aiutandoci … Siamo tutti fratelli e sorelle nella Pace, dono di Dio, che viene attraverso Gesù. Sono quotidiani gli input che creano divisioni, asti, litigi, contrapposizioni, tradimenti, guerre,ipocrisie … ma con la forza di Gesù si può portare la Pace. È chiaro che questo obiettivo non è facile da raggiungere, ma il tentativo va fatto con la consapevolezza che il cammino sarà inevitabilmente accidentato e turbolento. L’importante è imparare a conservare la Pace nelle piccole cose, perché le grandi guerre non sono che la somma delle nostre piccole guerre e dei nostri piccoli egoismi. Perché impegnarci nel diffondere la Pace di Cristo? Perché questa è dono di amore completo e totale. Ricercare nella nostra vita la Pace vera è un impegno che implica disponibilità ed umiltà affinché questa sia costruita prima nei nostri cuori per poi essere portata anche nella società.

★ Riflessione di Nicole★