Le preghiere dei Giovani

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GRAZIE !!! Le preghiere dei giovani ai giovani

Io, Gesù volevo ringraziarti… Per tutto quello che mi concedi ogni giorno, per le piccole cose quotidiane, quelle che talvolta non sarei neanche in grado di cogliere e che sono in questi momenti, quando mi trovo a condividere ogni attimo della mia giornata con persone stupende, riesco ad apprezzare a pieno! Ti ringrazio per gli amici, per la famiglia su cui so di poter sempre contare: un sorriso, una parola, un gesto da loro non mancherà mai: per questo ti prego di stare al fianco di tutte quelle persone meno fortunate. Per chi lotta ogni giorno per un pezzo di pane e per chi non è circondato di persone che lo aiutano e lo sostengono nei momenti più bui. Grazie di cuore, amico Gesù!

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“Viene uno che è più forte di me”. Gesù dolce amico del cuore, quante volte ancora dovrai perdonarmi. Ti chiedo l’umiltà di Giovanni che nonostante il successo, ha deciso di lasciare spazio a Te, perché ha capito che solo Tu sai amare e perdonare veramente. Gesù Salvatore custodisci le mie scelte.

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Signore, ho sentito forte il bisogno di venire in cappellina, è stato come uno stimolo per andare in bagno: non l’immagine più bella, ma l’impellenza è resa bene! Ho appena finito di aggiornare per l’ennesima volta la tabella dei conviventi: prossima settimana la Marvelli è strapiena, poi soprattutto di ragazzi che qui si vedono poco insieme ad altri che sono il simbolo della costanza. Spettacolo! Non si poteva sperare in qualcosa di meglio… Però è un casino, come equipe ci impegniamo ma la nostra presenza non è così rassicurante. Ripongo la mia fiducia in Te per questi giorni, i fatidici 4 – 11 che ho scritto ormai 1000 volte per il ruolo da segretario che mi è stato affidato. Inoltre della Tua Grazia, del Tuo Spirito e sostienici in questo servizio di accoglienza. Abbiamo bisogno di una gran mano e crediamo tutti che ce la darai , Tu che hai aperto gli occhi ai ciechi che ti invocavano. […] E come credo sia giusto credere e concludere ogni preghiera degna di un cristiano che crede in Te e non nel genio della lampada di Aladdin: sia fatta la tua volontà su tutte queste cose!

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E’ già più di un anno! Sono state talmente tante le cose successe e talmente forte la gioia dell’effetto novità che gli ultimi, boh, diciamo 460 giorni mi sembrano davvero volati. Tante sono state anche le nuove amicizie che ho stretto, alcune più profonde altre meno, come è giusto e normale che sia: ti chiedo, Signore, di custodire sotto le tue ali di Padre tutte quelle persone che mi hanno regalato un sorriso. Ti affido in modo speciale quelle persone che in questo momento sento a me più vicine, una in particolare: considero veramente un dono averle incontrate sul mio cammino. Tante cose sono cambiate, dicevo, ma sempre più sto capendo che nella mia vita ci deve assolutamente essere un punto fermo, e quello sei Tu. E’ inutile cercare altrove la felicità vera e la pace con la P maiuscola o provare a fare da solo: ogni volta che mi sono allontanato da Te sono finito allo sbaraglio. Come sempre la mia è una lotta contro il “tempo-tiranno”: tra studio e Università, mandare avanti (come riesco) l’appartamento, trasferte a Bologna, tentativi di mantenere in piedi amicizie a distanza e presenza in alcuni ambiti della vita parrocchiale, la mia preghiera e dunque il mio rapporto più diretto con Te è a fasi alterne sia in termini di quantità di tempo (ci sono proprio periodi di stand-by), sia come profondità. Negli ultimi tempi mi sono ridotto a dedicarti un po’ di me nelle tratte in tram di ritorno da Rimini con “Te, al centro del mio cuore” nelle cuffie dell’Ipod perchè  una serie di fattori, la stanchezza non solo fisica in primis, non mi permettevano di fare meglio, di fare come vorrei. Ora invece sono qui alla Casa Marvelli, la “nostra” casa che è in primo luogo la Tua poichè “dove due o tre sono uniti nel Tuo nome, Tu sei con loro”, ed è tutta un’altra cosa. Qui in Cappellina non posso far altro che ringraziarTi e lo faccio con il ritornello di un canto che mi è molto caro: “GRAZIE A TE CHE SAI GUARDARE OLTRE IL MIO PECCATO/CHE MI CHIAMI FIGLIO E CHE MI INSEGNI AD AMARE L’ALTRO/GRAZIE A TE CHE HAI VOLUTO DIVENTARE UOMO/PER PORTARMI FRA LE BRACCIA E PER CONDURMI AL CIELO.”

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Questa volta sono il primo a mettere il sasso che compone il cammino della Casa, custodito dai diari come questo su cui sto scrivendo. Un’altra giornata difficile, come spesso accade da un anno a questa parte. Le delusioni universitarie non fanno altro che accavallarsi, le relazioni affettive sono in caduta libera, a casa non si parla e io… io crollo. Crollo sotto il peso delle fatiche quotidiane, sotto il macigno degli impegni presi e sotto l’incombente carica di negatività che mi avvolge. Dio so che ci sei… ma sai dirmi perchè non ho voglia di cercarTi? Sono, e lo devo riconoscere ormai, un pigro d’altri tempi. Un pigro non tanto in senso fisico quanto spirituale. Mi preoccupo troppo degli altri e mai di me stesso. Dimostro di amarmi meno di zero, perchè lascio la mia forza di volontà dentro un cassetto chiuso a pentupla mandata. Quanto progetti faccio? Quante volte fingo di tirarmi su le maniche? Rileggo persino vecchi pensieri tramutati in parole proprio su questo diario e mi accorgo che non è cambiato niente. Moralmente a terra e incapace di reagire… non so come, né dove, né quando, ma per favore, pensaci Tu. Scusa per la testimonianza scarsa e bugiarda che troppe volte dò. Scusami davvero….

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Grazie Gesù per questi giorni di convivenza! Sono stati pochi ma densissimi! Come al solito averti come inquilino è fantastico! Poter venire in Cappellina in mezzo alla notte e ringraziarti per la meraviglia di tutto ciò che doni, della Tua abbondanza! Grazie per i miei fratelli e per la serata di ieri, grazie perchè siamo diversi e complementari per indole e vocazione e ci vogliamo un gran bene. Grazie per Nicola, per la giornata che passeremo oggi, custodiscilo e custodiscici. Io di mio cercherò di darmi una “regolata” a partire dalla preghiera, anche quando non sono qui. Aiutami e donami la forza del Tuo Santo Spirito. Aiutami sempre ad amarti negli altri e a fidarmi in loro come di Te.

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Signore, grazie per questo pomeriggio trascorso alla Casa Marvelli e per l’accoglienza delle persone che sono un segno chiaro del Tuo amore per me. Grazie perchè ovunque vado so che ti posso sempre trovare (“Cercate il Signore mentre si fa trovare”). Perdona le mie mancanze, se ricado sempre negli stessi errori e se non riesco a fidarmi totalmente di te perchè stupidamente ho paura. Perdonami se ti accantono nelle mie giornate frenetiche e se spesso prevale la stanchezza. Sì, perchè mi sento stanca in questo periodo ma conto sul Tuo aiuto perchè, nonostante tutto, so che Tu sei con me. Aiutami a fare i giusti pensieri e a compiere le giuste azioni e che non possa smettere mai di “fare agli altri ciò che vorresti fosse fatto a me”. Grazie per ogni dono ricevuto, soprattutto per i miei genitori. Custodisci sempre la mia mamma e tutti i miei amici, mia sorella e mio cognato. Tu sai, Signore, qual è il desiderio del mio cuore, lo affido a Te… Donami sempre la serenità del cuore. “Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre” (Salmo 131)

“Amare sempre ed essere tutto bene senza alcun male” (Don Oreste Benzi)

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E’ la seconda notte che passo in convivenza e stando qui mi sembra tutto magico. E’ strano da spiegare ma, le sensazioni, le abitudini, sono diverse. Soprattutto io sono diversa. Mi conosco il sufficiente e ora qui in cappella mi rivedo in diversi brani del Vangelo. Forse sono riuscita a trovare un motivo in più per continuare ad ascoltarti, motivo valido per me: mi completi, come alla nostra età può fare un’amica, ma Tu in modo diverso. Mi dai una forza incredibile e una bontà immensa, mi da il coraggio di prendere e partire. Sono emozioni difficili da provare alla mia età, ho 12 anni in fondo, e di questa cosa ti ringrazio infinitamente. Ora ti prego di guardarmi ed ascoltarmi: portami nel tuo cammino sempre e impedisci alle tentazioni negative di avvolgermi.

Io sono qua per te.

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Signore, oggi mi sono un po’ soffermata a pensare…,

pensare a Te, a quello che quotidianamente fai per me, per noi, per il MONDO.

Spontaneamente mi è sorta una domanda:

Ma come fai? … Come fai a perdonarci sempre? Come fai a starci sempre accanto? Come riesci a non smetterci di amarci dopo tutto il male che riusciamo a fare?

Poi ho provato a darmi una risposta…

… forse è l’amore verso un figlio, così immenso, che ti fa essere così speciale.

Potrei scrivere pagine su pagine, libri su libri con scritti i “GRAZIE” per tutto ciò che fai; ma per ora voglio dirtene soltanto uno

GRAZIE PER QUESTA CONVIVENZA

Con la quale ci stai facendo avvicinare sempre più a Te…

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Ho iniziato a venire a Messa per caso, perchè un giorno me l’hanno detto le gemelle e io ho detto sì, ma non avrei mai pensato di provare tutte queste emozioni….

In quel periodo ero tutt’altro che felice ma come sempre questo lo sapevo solo io, perché agli altri facevo vedere tutti quei sorrisi stampati in faccia ma in realtà non ero io, era solo quello che volevo che gli altri vedessero di me. Era da anni, che era morto un mio carissimo amico ed io non facevo altro che pensare a lui, e mi facevo mille domande…perchè proprio lui, era così piccolo…12 anni, aveva tutta la vita davanti, poi cercavo di consolarmi, dicendomi che aveva smesso di soffrire…ma sapevo che non potevo andare avanti così, mi dovevo fare aiutare da qualcuno ma non ce l’ho mai fatta a superare questa mia corazza. E mi sentivo sola! Nel suo anniversario sono andata alla Messa e ho resistito, mi sono tenuta tutto per me, poi una volta usciti ho abbracciato sua mamma e li non ce l’ho più fatta, ho incominciato a piangere e sono scappata alla macchina perchè volevo che nessuno mi vedesse ma nello stesso tempo speravo che qualcuno venisse a consolarmi. Quando mio babbo, mia zia e mia nonna sono venuti alla macchina per andare a casa, hanno trovato me, lì disperata e mia zia mi ha abbracciata, ma io in quel momento volevo solo l’abbraccio di mio babbo, volevo che mi stasse vicino, so che non è da lui, ma in quel momento io l’ho preso come un segno che non mi volesse bene; una volta arrivati a casa, ha deciso di andare a comprare il gelato, io ho capito che per lui era un modo per consolarmi, ma io volevo solo un abbraccio, solo quello e lui non l’ha fatto. Da lì il nostro rapporto è andato peggiorando, ora ci diciamo giusto qualche parola; non dico che sia colpa sua, ma io non vedo in lui affetto e quindi mi distacco.

Iniziando a venire a Messa sono sorti in me molti pensieri, ogni volta che tornavo a casa pensavo e riflettevo sul Vangelo letto e sulla mia vita, accorgendomi così di tanti errori fatti. Penso di avere iniziato a vivere la Messa seriamente da quando ho incominciato a venire qui. Nello stesso tempo però mi dispiaceva perchè non parlavo a nessuno di questa mia “trasformazione” e di quanto la Messa mi stesse aiutando.

Questa convivenza per me è stata un’esperienza bellissima perchè mi ha aiutato a scrivere questa lettera che altrimenti non avrei mai scritto, mi ha messo a confronto veramente con la mia timidezza , che è un aspetto che molti non conoscono di me (strano ma vero), con i miei problemi, con le mie fragilità.

Avrei preferito dirle a voce queste cose ma non ce l’avrei mai fatta! Grazie!

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Signore, non vengo mai a pensare in Chiesa, ma oggi, ho voluto provare, mi sono sfogato, ti volevo ringraziare per le persone di questa convivenza, purtroppo finirà … ti volevo anche chiedere perchè spesso la vita è ingiusta con me, e non solo, per caso è una Tua prova? Bhè se lo è, mandami qualcuno con cui poterla superare, perchè da solo non ce la faccio più…

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Signore, è 3 giorni che sono qui e mi sto divertendo molto; stare qui in convivenza non è una noia ma un piacere =D; oggi è stato veramente bello, siamo stati a casa da scuola perchè c’era la campestre, quelli che la facevano sono andati a scuola, gli altri no.

Quando sono tornati abbiamo saputo che Andre era arrivato 1°

WOOOH! BRAVO!

Vabbeh aiuto Pedro che lo vedo in difficoltà.

Ciao a te che stai leggendo <3<3<3

Giadinaaa ❤ ahah

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Grazie a D. e a tutti i giovani educatori per la disponibilità. Il seme che mettete nel cuore di questi giovani, possa nel futuro crescere e diventare dell’alto grano, profumato, buono, dorato, dal quale ricavare del buon pane che sfami la fame di ognuno di loro.

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 Prima esperienza di Convivenza alla Marvelli. Finalmente riscopro la gioia semplice e vera dello stare insieme e dell’incontrare assiduamente Te, Signore. Vengo da tanti anni di volontariato in un istituto di Suore: loro mi hanno formato per 11 anni facendomi sempre capire che la cultura è si importante ma lo è ancora di più la persona: è quella da mettere al centro! In questi anni ho speso tantissime ore fra quelle 4 mura a svolgere servizio con le attività più disparate. Non era solo un’abitudine, ogni volta dentro me c’era la voglia di andare e dare il mio contributo. Credo che sia molto importante donarsi (e donare il proprio tempo) in maniera disinteressata. Purtroppo però, preso dalle mille attività, in Istituto ti incontravo sempre meno, lavoravo e basta, potevo essere lì come da qualsiasi altra parte. Mi è capitato di entrare in Cappellina solo per portare i nuovi libretti dei canti appena ciclostilati e non fermarmi neppure 1 minuto a pregare. Il volontariato mi riempiva il cuore e innalzava il mio Spirito, ma paradossalmente mi allontanava dall’incontro profondo e intimo con te. Poi dopo infinite indecisioni, una mattina di inizio settembre (della serie, all’ultimo minuto) mi sono svegliato con la convinzione di trasferirmi a Bellaria (e solo di seguito c’è stata la scelta dell’università!)Ancora non me la so spiegare questa mia voglia: tu chiami sempre e in tanti modi, chissà che questa volta non ci abbia azzeccato almeno un po’… Qui ho incontrato persone ricche in spirito ed una comunità unita e allo stesso tempo che accoglie senza pregiudizi. GRAZIE SIGNORE per le amicizie, benedicile e rafforzale nel tuo nome; GRAZIE SIGNORE per questa settimana trascorsa alla Marvelli; grazie per gli educatori che ci doni, per i missionari di Villaregia che ci hanno fatto visita; GRAZIE SIGNORE per la tua presenza che qui si respira 24 ore su 24 e dappertutto.

→ Come dice una canzone, negli ultimi tempi mi sento “IN BILICO TRA TUTTI I MIEI VORREI, SORRETTO DA UN’INSENSATA VOGLIA DI EQUILIBRIO… SUL FILO DI UN RASOIO”. Ti chiedo umilmente Signore di fare un po’ di ordine nel mio cuore: mostrami la tua via ed io umilmente risponderò ECCOMI, per sentirmi ancora di più tuo figlio.

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Tu che sei l’altissimo, dammi la luce per vedere i miei fratelli come fossero Gesù, e per loro donare la vita. P.

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Sta iniziando la terza settimana di convivenza. Il giro di boa. Signore, è stupendo vivere con Te! La casa è un’altra con Te che vivi insieme a noi, ed è completamente diverso vivere qui qualche giorno rispetto a più di 2 settimane! Signore, qui c’è quella scintilla che tanto cerco in troppi ambiti, e questa è una delle poche certezze che ho al momento. GRAZIE per essere il mio Punto Fermo!

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Il mese di Avvento più intenso di sempre, con la parola “comunità” al centro.E ovviamente Te Signore, al quale chiedo sempre aiuto solo nelle situazioni insostenibili e al quale chiedo solo ciò che voglio, come se stessi parlando con un genio della lampada o un babbo natale qualsiasi per intenderci. Avevo preso la decisione di trascorrere qui un mese per riscaldare e correggere il mio modo di apportarmi a Te, soprattutto nella preghiera; e purtroppo non sono stato capace, nelle modalità che mi ero prefissato, di riuscire in questo. Ho trovato si costanza nella preghiera quotidiana, ma non la profondità giusta, quella che mi serve per sentirmi davvero figlio Tuo. La risposta che mi sono dato è che in realtà ho avuto la presunzione di credere che le persone al mio fianco avrebbero sistemato e riordinato la mia vita senza che muovessi un solo dito. Il bisogno che ho della comunità per affrontare con un sapore cristiano la mia vita è reale, ma è reale anche la necessità che qualcuno di specifico risvegli in me la buona volontà di fare affinchè, non continui ancora a dare aria alla bocca. Abbandono questa convivenza con l’amaro in bocca e la sensazione di aver perso l’ennesima occasione di crescere nella fede; ma fortunatamente Signore non conosci limite alla misericordia.Ti ringrazio per aver rallegrato le mie giornate attraverso quei meravigliosi bimbi che sono un dono grande del tuo amore verso Max, la Cosetta e la Lella. Quello che mi prefiggo, per il nuovo anno, è di chiudere la bocca, gli occhi e le orecchie per aprire il mio cuore a Te. Mi dispiace Signore, scusami.

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Vegliate dunque”

Ti prego o padre affinchè io possa avere l’umiltà di capire che sono peccatrice… ti prego aiutami a non sentirmi mai “arrivata”, a non farmi pensare di essere sempre nel giusto, fammi capire che non dovrò mai smettere di vegliare.

Signore fai di me uno strumento della Tua Pace. Dammi prontezza e fammi essere attento ai bisogni dei miei fratelli e della mia Famiglia.

Prego il Signore di far capire ai miei genitori, quanto sono importanti per me e vorrei chiedergli scusa se non gli ho resi felici e se non li ho premiati per tutti i sacrifici che hanno fatto per me, vi amo mamma e papà, scusa ancora,

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La prima a scrivere nell’ormai terzo anno di Casa Marvelli! Che onore, Signore!

Certo, concentrarsi mentre le bimbe strillano non è il massimo, ma ce la posso fare, ho troppo bisogno di calmarmi per permettermi di andare via…

Signore, quante cose sono cambiate in tre anni. Mi guardo intorno in questa cappellina e mi rivedo a parlare dei problemi di relazionarmi al

mio gruppo insieme a Pedro durante la prima convivenza, le tante confessioni fatte seduti sui cuscini, i libri che mi sono sempre proposta di leggere senza successo, le preghiere donate e ricevute. Ed ora sono qui ad insegnare ai più piccoli che anche loro lo possono fare, che è bello stare con te anche solo per un giorno, ma INTERO.

Te li affido, Signore buono, sono piccoli, ma quando si impegnano dimostrano di saper dare tanto a molti, ed è questo che amo di loro. Sostienimi nel difficile compito di trasmettergli questo amore, ce la metterò tutta anche io.

TI VOGLIO BENE SIGNORE.

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Il diario di casa Marveli… che strano!

Sarà tipo la seconda volta che ci scrivo…

Oggi è come se mi avesse chiamato a fermarmi, a restare qui, steso sul tappeto della cappellina, sfinito, mentre tutti vanno a letto. Sono qui come “educatore” del biennio, stiamo facendo un percorso sulla regola di vita e sento quella strana sensazione di odore di vernice di sepolcro imbiancato di fresco a parlare di preghiera e condivisione. Io che oggi faccio fatica a ricordarmi di pregare, io che faccio talmente fatica a dire un “come va, parlami di te, dimmi chi sei” da non sentirmi degno di essere qui come educatore. Come posso io, con tutte le mie povertà, dare qualcosa a questi ragazzi? Come posso portarti anche solo la quinta parte delle perle che mi hai affidato? Perle davvero, da restare senza parole.

  • Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa a chi è più povero di lui – Reminescenze del campo di servizio a Roma di tanti anni fa.

L’unica cosa che mi tiene ancora in piedi è che mi fido di Te. Non so cosa vuoi da me, non so cosa mai potrò dare o far passare, ma mi fido di Te.

Non mi resta nient’altro, o forse nient’altro vale la pena. Questa piccola cosa l’ho sudata, sofferta, pianto tanto, ma mi è rimasta. La cosa che i miei progetti crollano come castelli di carta . Ciò non significa che non ci cada, ciò non significa che sia ancora in grado di mettermi in ascolto di ciò che vuoi da me, invece di aspettare un altro segno ecclatante come quelli che mi hai viziato ad attendere e trovarmi puntualmente davanti nei momenti bui. E’ ora però che cresca, diventi adulto nella fede. “Hanno Elia e i profeti, ascoltino loro”…forse non mi sarà dato altro segno se non quello di Giona. Vorrei chiederti quindi due cose, ma prima ti ringrazio: ti ringrazio della tua misericordia, della tua grandezza nell’accogliermi sempre così piccolo e vile, ti ringrazio della tua fiducia, perché mi metti davanti persona da aiutare e che mi aiutano. Ti ringrazio dei compagni di viaggio, dell’equipe Acg, della Fede, di tutti coloro che mi sono esempio. Ti chiedo invece due cose: una grazia particolare del Tuo Spirito: che sia lui a suggerirmi cosa chiederti nella preghiera, che sia Lui a farmi venire nostalgia di Te, nostalgia d’∞. L’altra è di darmi luce nei rapporti, luce che scalda il mio cuore e scioglie le mie paranoie, perché possa io essere luce per gli altri, ma non perchè io sono luce, ma perché divento Te, vera Luce, perché porto Te e non me stesso. Questo ancora non so bene come farlo, insegnami ad annullarmi, a diventare vuoto di solo amore, che ascolta senza pensare, ama senza chiedere, accoglie senza timore.

★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★★Caro Gesù,

per quante cose devo ringraziare?

Ho ricevuto un sacco, troppo, e spesso senza nemmeno darci troppo peso. Credo di non aver mai ringraziato abbastanza.

Sarebbe bello poter far sapere a tutte le persone, che hanno lasciato un pezzettino di sé nel mio cuore, che le ringrazio tanto, anche se alcune di loro magari mi hanno ferita. Mi hanno solo fatta crescere. Dato che per ringraziare tutti ci vorrebbe/vorrà tanto altro tempo, intanto grazie a te x tutto, oggi in particolare per la convivenza-vanza che stiamo facendo. Qui la gente si dona in modo impressionante. E’ davvero bellissimo.

Grazie x loro, prego perchè tu li abbracci sempre, anche quando ne dubitiamo.

GRAZIE (:

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Mi rituffo nel mondo cartaceo per una notte, abbandonando così schermo e tastiera. Finita la compieta, ho deciso di prendermi qualche minuto per dirti che HO BISOGNO DI INCONTRARTI NEL MIO CUORE. HO BISOGNO DI SENTIRTI NELLA PAROLE DI CONFORTO E NEL CALORE DI UN ABBRACCIO, DI VEDERTI NEGLI OCCHI DI CHI MI CIRCONDA.

IO SENZA UNA GUIDA NON SOLO MI PERDO, MI VADO PROPRIO A SCHIANTARE.

E’ un periodo dove fatico a trovare stimoli, fiducia, positività. Non so cosa sto cercando, ma credo proprio di non stare cercando nulla ora. Eppure è troppo spoglio questo periodo, ad accarezzare la superficie rabbrividisco…

Avrò detto 6mila volte che è ora di rimboccarsi le maniche, di dare una svolta al mio modo di essere… e non capisco cosa cavolo sto aspettando! Sto solamente allungando e corroborendo il mio malessere…

La gente mi vede e mi tratta come se fossi un pezzo importante di una grande macchina, ma è tutta apparenza, non sono che la ruota di scorta bucata.

Sto male e ho bisogno di TE. Ma davvero tanto, e adesso come adesso, non riesco a fare di più, perdonami.

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Il cuore in pieno inverno, le emozioni ancora in letargo.

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Quando finisci una convivenza ti senti sempre una persona migliore, ti infonde tanta serenità nel cuore e ti dà la carica per ripartire alla grande. Quest’anno noi del gruppo del triennio abbiamo cercato di darci una regola di vita spirituale. Questa regola non è che altro che un impegno che ciascuno di noi prende con se stesso affinchè la sua vita di fede sia vissuta con amore e costanza, per coltivare la relazione che abbiamo con il Signore, passo dopo passo. E’ al servizio della nostra libertà, perchè ci rende possibile un’amicizia sempre più forte con Gesù, il compagno di viaggio che rende la nostra vita davvero piena e bella. La regola è il luogo dove alleni il cuore, la mente e il corpo e li rendi capaci di affrontare la vita, ti permette di guardare dentro il tuo cuore, è il mezzo attraverso il quale costruirsi piano piano un progetto di vita fedele ai tuoi talenti. Abbiamo lavorato su tre grandi orizzonti: pregare, condividere e testimoniare poichè credere non vuol dire estraniarsi dal mondo. Credere significa coltivare la propria interiorità ma anche avere relazioni sane e vere, interessarsi al mondo, studiare con passione, raccontare a propria storia di fede agli altri. Insomma: essere testimoni con uno stile di vita amorevole, onesto e giusto.

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Un momento della vita

(P. Maior)

Signore, tu lo sai,
la tentazione
è un momento della vita,
un momento oscuro e difficile.
Improvvisamente è in me il dubbio,
tutto si ribella, tutto è insicuro,
senza senso quello che faccio.
Sono tentato nella carne,
nella fede e nello spirito. 

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Dovrei essere a casa a studiare Joyce, a ripassare Piccarda e a rileggere Leopardi, eppure sono qua. Mancano meno di 28 giorni all’esame, eppure io sono qua. Qua con il bisogno di vederti, sentirti e toccarti. Toccare con mano a Casa Marvelli la bellezza della nostra comunità, a volte si arrancante, ma tutto sommato speciale; sentire la tua Parola ai vespri o alla compieta, cercandoti e cercandomi in una frase specifica, vederti negli occhi degli educatori, delle famiglie, dei bimbi e degli amici. La cosa che mi fa stare bene nel complesso in questi giorni è che ho un bisogno fortissimo di averti qui con me, al mio fianco: questo perchè sei un rifugio e una spalla robusta e il periodo che sto attraversando, costellato di scelte e di bivii importanti, necessita di una guida e di un sostegno formidabile. Custodisci le mie ansie, le mie fatiche, le mie paure, più di quanto sperassi. Signore, Grazie. Torno a casa a fare inglese, che è meglio. Notte, Signore.

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Nella tentazione, o Signore,
tu sei in crisi nella mia mente
incapace di capirti,
sei in crisi nel mio cuore
incapace di amarti,
sei in crisi nella mia volontà
incapace di volerti.

Signore,
tu conosci quello che sono
e sai quello che faccio,
voglio il bene e faccio il male:
non mettermi alla prova
perché sono debole,
non abbandonarmi
perché da solo non ce la faccio.

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Sulla tua parola

(Anna di Mauro)

Sulla tua parola getterò le reti, mio Signore,
quando la vita mi chiederà il conto dei miei errori
e non avrò altro porto dove andare
se non in quel piccolo orto del Getsemani
provando a rimanere sveglio accanto a te che preghi
e ti abbandoni fiducioso al progetto di tuo Padre.

Sulla tua parola getterò le reti, mio Signore,

quando, dopo la fatica del giorno, non ci sarà il premio del riposo
e la consolazione della festa ma la notte resterà notte
e la luna sarà da un’altra parte ad illuminare il mondo.
E non avrò altra voce a farmi compagnia
se non la preghiera di un Uomo sulla croce.

Sulla tua parola getterò le reti, mio Signore,
quando anche l’ultimo dei miei amici si rifiuterà
di rimanermi accanto e le parole dell’amicizia e dell’amore,
dell’accoglienza e del perdono non avranno più alcun valore.
E allora salirò sul sicomoro di Zaccheo e aspetterò che, passando,
tu mi dica che stai venendo a casa mia.

Sulla tua parola getterò le reti, mio Signore,
quando i miei figli alzeranno il dito per giudicare
il poco che ho dato, il troppo poco che ho insegnato.
Allora ricorderò i giorni che, per mano, li ho portati nella tua casa,
le canzoni della messa stonate per la strada,
le mani intrecciate per il Padre nostro.

E dirò come Pietro che sono stanco
che avrei voglia mille volte di rinnegarti dietro un angolo
ma non posso…
Perché ti ho incontrato, sono finito nella tua rete
e ora, piccola, inutile maglia di rete,
non posso far altro che darti ragione…
rimanere in mare
e gettare le reti sulla tua parola.
Amen.

Preghiera scritta per il gruppo di famiglie dei ragazzi dell’iniziazione cristiana, nell’anno catechistico dedicato a Pietro, il pescatore di Galilea.

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    A Dio 

(Vittorio Gassman, appunto su foglietto volante)Sempre ti chiamo
quando tocco il fondo,
so il numero a memoria
e ti disturbo come un maniaco
abbarbicato al telefono;
lascio un messaggio se sei fuori.
So che a volte cancelli
a qualche fortunato
il debito che tutti con te abbiamo.
La bolletta falla pagare a me,
ma dimmi almeno
che non farai tagliare la mia linea.
Ti prego, quando echeggerà
quell’ultimo e dolorante squillo,
Dio-per-Dio!
non staccare: rispondimi!


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Cercarti

(Sant’Agostino)

Signore mio Dio unica mia speranza,

fa’ che stanco non smetta di cercarti,

ma cerchi il tuo volto sempre con ardore.

Dammi la forza di cercare,

tu che ti sei fatto incontrare,

e mi hai dato la speranza di sempre più incontrarTi.

Davanti a Te sta la mia forza e la mia debolezza:

conserva quella, guarisci questa.

Davanti a Te sta la mia scienza e la mia ignoranza;

dove mi hai aperto, accoglimi al mio entrare;

dove mi hai chiuso, aprimi quando busso.

Fa’ che mi ricordi di Te, che intenda Te, che ami Te.

Amen!

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Ho chiesto a Dio

Ho chiesto a Dio di togliermi i vizi. Mi ha detto di no: non è Dio che deve toglierti i vizi; sei tu che non devi volerli più. 
Ho chiesto a Dio di “rifinire” il mio corpo. Mi ha risposto che il mio spirito è completo e il mio corpo è solo provvisorio.

Ho chiesto a Dio di concedermi la pazienza. Mi ha detto che lui non concede gratis la pazienza, ma che io devo praticarla nelle tribolazioni.

Ho chiesto a Dio di darmi la felicità. Mi ha detto che lui benedice chi la cerca e si sforza di far felici gli altri.

Ho chiesto a Dio di liberarmi dalle sofferenze e dal dolore. Mi ha risposto che un po’ di sofferenza mi fa bene.

Ho chiesto a Dio di farmi crescere spiritualmente. Mi ha risposto che devo impegnarmi di più e che mi avrebbe “potato” per dare più frutti.

Ho chiesto a Dio tutto ciò che potesse dare più valore alla mia vita. Mi ha risposto che mi ha dato “la vita” e che devo valorizzare meglio tutte le cose.

Ho chiesto a Dio di aiutarmi ad amare gli altri, come lui ama me. E Dio, allargando le braccia, mi ha detto:

"Sì, volentieri! Cerca tutti i mezzi e i modi per amare gli altri e io ti benedirò". 

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Ho il cuore in subbuglio

Signore, ho il cuore in subbuglio e non so esattamente perché…

la gioia che provo è grande, ho trascorso una splendida convivenza e ti ringrazio immensamente per le persone che mi hai posto accanto.

Ma dentro di me c’è anche un po’ di paura: saprò mettere a frutto ciò che ho scoperto qui?

Ti prego aiutami Tu, stammi accanto, prendimi per mano  e accompagnami…

Un’ultima cosa: grazie di tutto!  (Anonimo) 

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Signore, fai di me uno strumento della Tua pace. Dammi prontezza e fammi essere attento ai bisogni dei miei fratelli e della mia famiglia.

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