+ Dal Vangelo secondo Marco 10,28-31

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia 3 2 discepolilasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Lascio il commento che Mons. Francesco Lambiasi scrive su questo brano di Vangelo nel suo libro “Sui Passi di Gesù” (editrice AVE)

Ora Gesù può “guardare dentro” i suoi discepoli e consolarsi di come Dio sia più forte di ogni idolo. Anche i discepoli, prima di seguire il Maestro, avevano dei beni: barca (lavoro), famiglia (affetti) ma “hanno lasciato tutto e lo hanno seguito”. Non si era trattato di una cosa difficile, ma addirittura “impossibile”. Si può allora dire che per Dio – e per chi si apre al Vangelo – tutto è facile perchè … “impossibile”! Da notare che nell’elenco del centuplo, del premio centuplicato, ci sono due differenze: rispetto alla prima lista ci sono in più le “persecuzioni” che non possono mai mancare per il discepolo che vuol essere fedele. C’ è anche una differenza in meno: non si nomina più il “padre”; infatti per chi lascia tutto e segue Gesù c’è un solo Padre “quello del cielo” (Matteo 23,9)

★ Gulli ★

Dal vangelo secondo Giovanni 16, 12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: 
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Probabilmente non c’era bisogno di leggere questo Vangelo per capire che in questo momento non sono capace di portare il peso di tante cose, men che meno delle difficoltà del mio cammino di Fede. Onestamente questo è uno dei quei periodacci dove vorrei mettere la testa sotto la sabbia e non pensare; 

peso_insostenibile

ma Dio mi mette alla prova soprattutto quando non ne ho voglia. In fondo quale altro motivo ci può essere dietro ad un incontro occasionale con il parroco che mi chiede di raccontare la mia esperienza di fede in 


Svezia e di organizzare la messa estiva domenicale affinchè sia gestita dai miei coetanei, proprio adesso? Sembra fatto apposta, anzi, sono convinto che lo sia, in giornate come queste dove sento di mostrare la parte che meno mi piace di me. Tanti pensieri, alla distanza confondibili con rimpianti e rimorsi, ed ecco che l’impossibilità totale di caricarmi i miei problemi sulle spalle mi porta ad approfittare di questo spazio per condividerli affinchè non mi rovinino brutalmente addosso. Chissà quante cose hai da dirmi, Gesù, su quell’università così bistrattata, su quelle amicizie unilaterali e/o non più coltivate, su quel servizio educativo così mal interpretato a volte. Io, più che farmi guidare dallo Spirito, in questo momento nient’altro sono in grado di fare, e men che meno di dare! Prego perchè la Tua amicizia sia necessaria ma non sufficiente. So che Ti serve anche la mia! 

*Riflessione di Marco Paso*

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 9,38-40.

Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri».
Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me.
Chi non è contro di noi è per noi.

imageTipico: quando si crede in qualcosa si tende a “fare squadra”, a dire “noi possiamo, gli altri no, non sono apertamente schierati dalla nostra parte”. Signore, grazie per chi ha scritto queste parole e per chi nella vita le mette davvero in pratica tollerando e accogliendo l’Altro, il Diverso da sé!
Papa Francesco, all’incontro con le associazioni, i movimenti e le nuove comunità, ha insistito tanto su quest’aspetto di chiusura: “Preferisco una Chiesa incidentata perché è uscita fuori che una malata perché chiusa!”; “Fare della nostra Fede una cultura dell’Incontro!”; “Diventare cristiani coraggiosi!”.
Questi alcuni appunti che mi sono presa mentre il nostro Papà nella Fede parlava al cuore di ognuno di noi, che fossimo lì o a casa o ad ascoltare la radio, non importa: parlava ad ogni cristiano, ad ogni musulmano, buddista, indù, etc; parlava ad ogni Figlio di Dio (parafrasandolo)!
Signore, ti ringrazio per il dono di un Papà come Francesco: uno che non si vela nel dire che per primi NOI, che crediamo di essere nel gruppo degli eletti, sbagliamo atteggiamento; uno che ha capito davvero fino in fondo questa tua parola, l’ha fatta sua e ce la restituisce con severità e soprattutto con Amore!
Riflessione di Roby

+ Dal Vangelo secondo Marco 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

flashV24Uno degli spunti che ci dona il Vangelo di oggi è l’umiltà: riporto perciò volentieri le parole trovate in un libro che ho sul comodino che contiene stralci di lettere scritte da Papa Giovanni XXIII

NON SO NEANCHE FARE IL SERVITORE
Chi sono io? Qual è il mio nome? i miei titoli di nobiltà quali sono? Niente, niente! Io sono un servo e nulla più. Nulla mi appartiene, nemmeno la vita. Dio è il mio padrone, padrone assoluto per la vita e per la morte. Che genitori, che parenti, che signori del mondo! Il mio unico e vero padrone è Dio. Dunque, io non vivo che per obbedire ai cenni di Dio. Non posso muovere una mano, un dito, un occhio, non devo guardare innanzi o indietro senza il volere di Dio. Dinnanzi a lui mi sto ritto, immobile, come il più piccolo soldato sull’attenti davanti al suo superiore, pronto ad ogni cosa, magari a gettarmi nel fuoco. Questo deve essere il mio ufficio per tutta la mia vita, perchè io sono nato così; sono un servo! In questa condizione di servo mi devo sempre considerare; non ho però un momento solo in cui possa attendere a me stesso, a servire il mio piacere, la mia vanità ecc. Se lo faccio sono un ladro, perchè rubo il tempo che non è mio, sono un servo infedele, “servus nequam”, indegno della mercede (Mt 18, 32). Guai a me! Eppure l’ho fatto. Che confusione, che rossore! Tanta superbia e presunzione e non so neanche fare il servitore! O Signore mio Dio, io riconosco i vostri diritti sopra di me. Perdonatemi le mie infedeltà. Spesso le inclinazioni cattive mi distraggono dall’attendere il vostro divino servizio. Ora non più.

★ Gulli ★

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv14,15-16.23-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Perché il nostro Dio è TrinColomba Domus Deiità? Perché lo adoriamo come Padre, come Figlio, e come Spirito Santo?
Se Dio è Amore, Dio non può essere solo; se Dio è Amore, non può lasciarci soli.
Questo Vangelo mi ricorda che se Dio stesso è relazione anche noi siamo chiamati alla relazione e se amiamo non saremo lasciati soli in eterno… anzi! Avremo sempre un “paraclito”, dal greco un difensore, un “avvocato”, qualcuno pronto a stare dalla nostra parte.


*Riflessione di Vale Paso*

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 17,20-26.
Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me;
perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.
E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

tempo%20per%20pregare%20mFantastica la preghiera di Gesù: facciamola nostra più che mai! Ieri pregava per i suoi discepoli, per benedire il loro cammino, oggi si sente anche grato di averli a fianco e chiede per loro la stessa grazia. Un pensiero oggi va anche a chi è lontano, a chi è del mondo e non ha conosciuto quindi l’amore del Padre ma è chiamato a credere e a convertirsi. Il tutto ha un denominatore comune, l’unità: la stessa che c’è tra il Padre e il Figlio possa essere tra noi e il Figlio che dobbiamo seguire e tra noi fratelli tutti. Amiamoci, preghiamo affinché tutto ciò che ci è dato possa essere ricevuto anche da chi sentiamo più lontano e possiamo essere noi stessi a donar loro con gratuità, come gesto d’amore che viene da Dio.
Chiedo perdono al Signore per essere spesso del mondo, fuori dalle logiche di amore verso i fratelli, ma piuttosto intento a salvaguardare me stesso piuttosto che donarmi con gratuità. Fammi credere nella Tua provvidenza, che non mi farà mai mancare niente, così che possa anch’io portare poi questo messaggio al mondo. Fammi risorgere in Te ogni giorno. Sia fatta la Tua volontà.
Riflessione di Ciccio

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 17,11-19.

imageIo non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi. Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.  Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.

E’ Gesù che parla direttamente con nostro Padre, in una preghiera carica di tutto quello che un figlio e un fratello può provare per la sua Famiglia. Come è semplice pregare così, com’è diretto, familiare, intimo.
E’ Gesù che non ci giustifica, ma ci affida a chi solo può perdonarci. E chi ha fatto tutto per lui dimostra che il filo diretto con il Padre ce l’ha ben chiaro.
E’ Gesù che, visto tutto quello che è successo nella sua vita e le persone che lo hanno affiancato, le ama tanto da volere per loro quello che lui possiede in quanto vero Uomo e vero Dio.
E’ Gesù che ci dà di nuovo un esempio di come si prega.
Riflessione di Roby